L’impiego di aspirina a basso dosaggio (LDA) nei soggetti over 70 non riduce l’incidenza oncologica e si associa, durante il periodo di trattamento, a un aumento della mortalità per cancro. È quanto emerge dal follow-up a lungo termine dello studio ASPREE (Aspirin in Reducing Events in the Elderly), che mette in discussione i benefici preventivi osservati in precedenza in popolazioni più giovani.
Studi condotti in adulti di mezza età avevano infatti suggerito un possibile effetto protettivo, in particolare sul tumore del colon-retto, dopo un’assunzione prolungata. Tuttavia, nei pazienti anziani il profilo rischio-beneficio appare differente.
L’analisi ha incluso 19.114 soggetti anziani sani residenti in Australia e negli Stati Uniti, senza malattie cardiovascolari o demenza al baseline. I dati derivano dal trial randomizzato (2010–2017) e dalla successiva estensione osservazionale ASPREE-XT (2018–2024), con un follow-up mediano di 8,6 anni.
I risultati, pubblicati su JAMA Oncology, indicano che l’assunzione di 100 mg/die di aspirina non modifica l’incidenza complessiva di nuovi tumori (HR 0,98; IC 95% 0,92–1,05), né riduce il rischio di carcinoma colorettale (HR 1,01; IC 95% 0,84–1,21).
Al contrario, è stato osservato un aumento significativo della mortalità oncologica nel gruppo trattato (HR 1,15; IC 95% 1,03–1,29).
Un aspetto rilevante riguarda il cosiddetto “effetto legacy”, ovvero la persistenza degli effetti dopo la sospensione del trattamento. Nell’analisi dei 14.907 partecipanti entrati nella fase osservazionale senza diagnosi di cancro, le differenze tra i gruppi aspirina e placebo non risultano più significative, né in termini di incidenza né di mortalità. Questo suggerisce che l’aumento del rischio osservato durante il trial non persista nel tempo una volta interrotta l’esposizione.
Nel complesso, i dati indicano che, nella popolazione anziana, l’aspirina a basso dosaggio non offre benefici in termini di prevenzione oncologica e potrebbe essere associata a un aumento della mortalità durante il trattamento, supportando un approccio prudente nella prevenzione primaria.
JAMA oncology, 12(3), 285–294. https://doi.org/10.1001/jamaoncol.2025.6196





