Asma & BPCO
Una recente revisione della letteratura ha passato in rassegna lo status dei biomarcatori utili nella diagnosi e nel monitoraggio della progressione della BPCO. I biomarcatori sono stati il focus di un’ampia porzione della ricerca correlata alla BPCO negli ultimi anni,
Un rapido declino nella funzionalità polmonare è associato ad una maggiore incidenza delle patologie cardiovascolari, ed in particolare dell’insufficienza cardiaca. Ciò è stato dimostrato mediante uno studio osservazionale effettuato sui dati dello studio ARIC, che ha preso in esame 10.351
Le pneumopatie ed i deficit della funzionalità polmonare nella mezza età sono connessi ad un incremento del rischio di susseguente demenza o lievi deficit cognitivi. Secondo Pamela Lutsey dell’università del Minnesota, autrice dello studio su 1.461 soggetti che ha portato
L’omalizumab può risultare efficace come terapia d’emergenza nello stato asmatico refrattario correlato all’allergia ai pollini. Questo farmaco sembra poter svolgere un ruolo chiave dopo che tutti gli altri trattamenti non hanno prodotto una risposta sufficiente, come emerge da un caso
Si stima che il 23-27% dei nuovi casi di asma infantile sia direttamente causato dall’obesità, ed in assenza di eccesso di peso o obesità il 10% di tutti i casi di asma pediatrico negli USA verrebbe evitato, come affermato da
La triplice terapia riduce le riacutizzazioni della BPCO e migliora la funzionalità polmonare e la qualità della vita in misura maggiore rispetto alla duplice terapia o alla monoterapia nei pazienti con BPCO avanzata, ma non migliora la sopravvivenza, e risulta
Gli antagonisti muscarinici ad azione prolungata (LAMA) non incrementano il rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti con BPCO da moderata a molto grave, come emerge da un’analisi post-hoc dei risultati dello studio ASCENT, condotto su 3.589 pazienti. Come illustrato dall’autore Ken
Le benzodiazepine possono essere associate ad un incremento del rischio di suicidio nei pazienti con BPCO e PTSD. Nonostante la mancanza di un reale rischio di mortalità, questa associazione risulta comunque preoccupante, come affermato da Lucas Donovan dell’università di Washington,
La concentrazione ematica di eosinofili può aiutare a guidare la gestione iniziale della BPCO. Nei pazienti con una concentrazione ematica di eosinofili superiore al 4%, infatti, i beta2-agonisti ad azione prolungata (LABA) insieme ad un corticosteroide inalatorio sono più efficaci