Colesterolo & coronaropatie
Il primo grande studio randomizzato in materia ha confutato l’ipotesi secondo cui una statina peri-operatoria possa prevenire i danni renali acuti nei pazienti sottoposti ad interventi cardiochirurgici. Nello specifico, nei 615 pazienti sottoposti ad intervento cardiaco nello studio Statin Cardiac
Gli approfondimenti forniti dall’angio-TC sono simili a quelli derivanti dall’angiografia quantitativa, come suggerito da uno studio comparativo prospettico che però ha comunque conferito un ruolo predominante all’angio-TC, in quanto non è invasiva ed offre alcuni vantaggi rispetto all’angiografia. Si è trattato
I cardiologi spesso non riconoscono che un paziente ambulatoriale con coronaropatie stabili abbia avuto dolori toracici recenti e, pertanto, non scalano il trattamento antianginoso. Questo dato deriva dallo studio APPEAR, che ha preso in esame più di 1.000 pazienti. Secondo
(Reuters Health) - Gli adulti sarebbero a rischio maggiore di avere alti livelli di colesterolo se le loro madri hanno avuto un'ipercolesterolemia prima della gravidanza. Lo dimostra uno studio americano che ha valutato i livelli di colesterolo LDL, quello 'cattivo',
(Reuters Health) -I pazienti in attesa di un intervento alle arterie coronarie, che sospendono in modo preventivo la terapia con aspirina prima dell'operazione, non sarebbero esposti a un maggiore rischio di morte per complicanze di origine trombotica, ma neanche a
(Reuters Health) - Nelle donne, l’ansia può giocare un ruolo importante nel determinare il flusso di sangue che arriva al cuore durante un test da sforzo. Lo stesso, invece, non sembra verificarsi negli uomini. È quanto suggerisce una nuova ricerca canadese
La partecipazione a programmi di riabilitazione cardiaca esclusivamente femminili dopo un evento coronarico acuto può aiutare ad alleviare ansia e depressione nelle pazienti. I risultati dello studio CR4HER condotto su 169 pazienti, che hanno portato a questa conclusione, hanno anche
I pazienti con una maggiore capacità d’esercizio presentano un minor rischio di mortalità associato ad un primo infarto, come dimostrato dall’analisi retrospettiva del campione del progetto FIT, che contava 2.086 pazienti. Secondo l’autore Michael Blaha della Johns Hopkins University di
Con l’incremento dei trasferimenti dei pazienti presentati con infarto acuto, da ospedali senza laboratori di cateterizzazione attivi 24 ore a strutture che offrono la rivascolarizzazione coronarica, fattori logistici ed altre complicazioni potrebbero influenzare l’assistenza post-dimissioni e gli esiti. Lo ha