Colesterolo & coronaropatie
Il ticagrelor potrebbe non essere efficace quanto il clopidogrel a seguito di un infarto miocardico nei pazienti dagli 80 anni in su, nonostante il fatto che il vantaggio in termini di protezione sussista nei pazienti più giovani. Lo dimostra una ricerca
(Reuters Health) – La procedura invasiva offre un vantaggio di sopravvivenza di cinque anni e un minor numero di ricoveri per insufficienza cardiaca ai pazienti ultraottantenni con infarto del miocardio senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTEMI). A suggerirlo è uno
La recente introduzione della monoterapia con aspirina nei pazienti trattati con stent farmacoeluenti è stata presa di mira come possibile causa di improvvise trombosi tardive degli stent. Il timore di trombosi tardive e molto tardive è aumentata sino al 2006,
A seguito dell’insorgenza della pandemia di CoVid-19, una sostanziale riduzione nei ricoveri ospedalieri per infarto acuto è stata accompagnata da un aumento della mortalità. Per quanto non sia possibile confermare che l’incremento osservato nella mortalità da infarto acuto intraospedaliero sia
La reazione cerebrale allo stress potrebbe rappresentare un’importante fattore contribuente al dolore cerebrale nei pazienti con coronaropatie. Per quanto siano necessarie ulteriori ricerche, questi dati potrebbero potenzialmente spostare il paradigma secondo cui l’angina viene valutata rifocalizzando la valutazione clinica e
L’aggiunta di trimetazidina alla terapia medica ottimale non migliora gli esiti a seguito di una PCI di successo per angina stabile o NSTEMI, come emerge dallo studio ATPCI, condotto su 6007 pazienti. Secondo l’autore Roberto Ferrari dell’università di Ferrara, questo
Al Congresso ESC 2020 sono stati presentati i dati di un'estensione di 78 settimane in aperto del trial CLEAR Harmony, in cui l'acido bempedoico ha dimostrato una tollerabilità costante ed un'efficacia consistente per gli oltre 2,5 anni di trattamento. L’acido bempedoico
(Reuters Health) – Il nuovo documento di consenso stilato dagli esperti della European Association of Percutaneous Cardiovascular Interventions richiama l’attenzione sull’ischemia con coronaropatia non ostruttiva (INOCA), che richiede un’attenta valutazione diagnostica e un trattamento scrupoloso. “I pazienti con INOCA presentano un
I pazienti con coronaropatie acute e successive complicazioni emorragiche di entità almeno moderata presentano un incremento di 15 volte nel rischio di mortalità a 30 giorni rispetto a quelli che non manifestano emorragie, come emerge dall’analisi cumulativa di 4 studi