HIV
L’accuratezza dello screening sintomatologico per identificare i bambini candidati ad ulteriori test nelle epidemie generalizzate è stata esaminata in diversi studi. E' stata effettuata dunque una revisione sistematica con meta-analisi degli studi inerenti nel campo dell’Hiv. Sono stati presi in considerazione
Il tratto riproduttivo femminile rappresenta il più comune sito di infezione durante la trasmissione dell’Hiv alle donne, ma il rimodellamento virale complica la caratterizzazione delle cellule colpite dall’infezione. E’ stata riportata un’estensiva analisi fenotipica dell’endometrio infetto dall’Hiv secondo la quale, analogamente
I cosiddetti elite controllers (EC), i controller viremici (VC) e coloro che non vanno incontro a progressione a lungo termine (LTNP), tengono sotto controllo la replicazione virale dell’Hiv o mantengono la conta delle cellule T CD4 senza terapia antiretrovirale, ma
Un singolo nucleotide che controlla l’equilibrio fra due differenti forme strutturali dell’Hiv RNA potrebbe costituire un promettente target terapeutico. Lo suggerisce uno studio che ha fornito nuovi approfondimenti sulla meccanica che l’Hiv sfrutta per replicarsi ed infettare nuove cellule, come affermato
Nei soggetti che convivono con l’Hiv, l’uso di cannabis potrebbe avere un impatto benefico sul danno alla barriera ematoencefalica mediato dal virus. Come illustrato da Ronald Ellis dell’università della California, autore di uno studio condotto su 85 soggetti, l’infezione da Hiv
E’ stato condotto uno studio allo scopo di descrivere le caratteristiche, l’impatto e la portata della profilassi post-espositiva (PEP) per i rapporti sessuali nel territorio del Brasile. Fra il 2009 ed il 2017 sono stati prescritti in totale 260.457 regimi PEP
Non sono disponibili dati farmacocinetici e di sicurezza adeguati per l’uso neonatale della maggior parte degli agenti antiretrovirali. Il raltegravir è un integrasi-inibitore Hiv-1 specifico disponibile in formulazioni granulari idonee per l’uso neonatale come forma di profilassi o di trattamento per
Le caratteristiche cliniche del CoVid-19 nei pazienti con Hiv sembrano essere simili a quelle dei pazienti senza Hiv, come emerge da uno studio condotto su 543 pazienti, di cui 5 con coinfezione Hiv-CoVid-19, da Jose Miro dell’università di Barcellona, che
La prevenzione delle comorbidità in presenza di un’infezione da Hiv necessita di maggiore attenzione, in quanto i soggetti con Hiv tendono a sopravvivere più a lungo nell’era della terapia antiretrovirale efficace. E' stato condotto uno studio per investigare le associazioni fra