HIV
Fra i soggetti con infezione da Hiv, coloro che fanno uso di cannabis presentano una minor concentrazione di monociti attivati e minori livelli di IP-10, elementi associati alla neuroinfiammazione. Questa riduzione risulta costante, anche tenendo conto della variabilità della frequenza di
La sintesi e la clearance del colesterono da parte degli astrociti sono strettamente regolate in modo da mantenerne costanti i livelli all’interno del cervello. In questo contesto, i recettori epatici X (LXR) rappresentano i principali regolatori dell’omeostasi del colesterolo nel
Il trattamento dei reservoir di Hiv latenti con agenti ad inversione di latenza e cellule CD8+ autologhe non riesce ad eliminare il virus in grado di replicarsi. L’esistenza di un reservoir di cellule CD4+ dormienti con infezione latente viene ritenuta
La PCR a rilevamento anticorpale mediante agglutinazione (ADAP), impiegata nell’analisi dei fluidi orali, consente una diagnosi precoce dell’infezione da Hiv. Secondo Mark Pandon dell’università della California, sviluppatore del test, per quanto sia stato effettuato un grande progresso negli ultimi anni nell’efficacia
Una ricerca condotta sulle scimmie suggerisce che le cellule staminali progenitrici ematopoietiche (HSPC) unitamente con le cellule CAR-T possano fornire una protezione durevole dall’Hiv. Secondo Scott Kitchen dell’università della California, autore dello studio, esso dimostra il potenziale della terapia genica con
La combinazione di recente approvazione di dolutegravir e rilpivirina risulta efficace nel mantenere la soppressione virologica negli adulti con Hiv. Questa conclusione deriva dagli studio SWORD-1 e SWORD-2, la cui analisi congiunta è stata condotta da Lesley Kahl della ViiV
Più di un terzo dei pazienti con infezione da Hiv manca della vaccinazione anti-Hbv, nonostante una raccomandazione di lunga data in questo senso. Come illustrato da John Weiser del CDC di Atlanta, autore dello studio che ha portato a queste
(Reuters Health) - La terapia genica con cellule staminali potrebbe proteggere dall'HIV. Una ricerca condotta sul modello animale suggerisce che le cellule staminali ematopoietiche o cellule progenitrici (HSPCs), lavorando “in concerto” con i linfociti del recettore dell'antigene, potrebbero fornire una
I test sierologici rapidi non sono efficaci nello screening neonatale dell’infezione da Hiv. Secondo uno studio condotto in Uganda, per quanto essi siano significativamente più economici rispetto a quelli basati sugli acidi nucleici, i test sierologici rapidi potrebbero presentare una