Ipertensione & Scompenso
Nei pazienti con insufficienza cardiaca acuta che giungono in pronto soccorso, la somministrazione di furosemide per via endovenosa entro un’ora è indipendentemente associata ad una minore mortalità intraospedaliera ma, soltanto un terzo di questi pazienti, viene trattato entro la prima
Il tasso di morti improvvise nei pazienti con insufficienza cardiaca e frazione di eiezione ridotta (HFrEF) si è ridotto del 44% in 12 ampi studi condotti negli ultimi due decenni, per un totale di più di 40.000 pazienti. Nel più
(Reuters Health) – Un calcolatore online che valuta lo stile di vita sarebbe in grado di prevedere il rischio di sviluppare malattie cardiache nella mezza età, in tempo quindi per cambiare abitudini e ridurre al minimo la probabilità di avere
Il rischio di scompenso dell’insufficienza cardiaca risulta incrementato nei mesi sucessivi ad uno shock da defibrillatore impiantabile (ICD), ma potrebbe risultare ridotto se il paziente nel momento dello shock si trova sotto una terapia beta-bloccante ottimale. Secondo Javier Jimenez-Candil dell’ospedale universitario
L’estrazione di routine delle derivazioni transvenose che non vengono più usate non è necessaria. Di solito esse possono essere abbandonate in sicurezza, in quanto la loro rimozione non riduce il rischio di complicazioni importanti future se esse dovessero essere rimosse
La pressione elevata rappresenta un fattore di rischio modificabile di ictus, ma la mancata aderenza alla terapia antipertensiva rappresenta un motivo di preoccupazione crescente per i medici nel controllo pressorio. Un recente studio ha mirato ad investigare gli effetti dell’aderenza
(Reuters Health) – La depressione cronica e l’ansia espongono chi ha una patologia coronarica a un maggior rischio di morte prematura. La conferma dell’effetto negativo dei disturbi dell’umore sulla patologia cardiaca arriva da uno studio condotto in Nuova Zelanda e
(Reuters Health )– Sono sette gli obiettivi di salute cardiovascolare individuati dall’American Heart Association, il cui raggiungimento - totale o parziale - sarebbe associato a una vita più lunga e a minori eventi cardiovascolari, indipendentemente dall'età. Infatti in un gruppo
Il monitoraggio a lungo termine di un registro internazionale ha dimostrato che la partecipazione a sport competitivi vigorosi è sicura per la maggior parte degli atleti portatori di defibrillatori impiantabili, per quanto due sottogruppi risultino ancora preoccupanti. Come illustrato da Rachel