Ipertensione & Scompenso
I pazienti con patologie croniche come l'ipertensione potrebbero andare incontro a diverse emozioni negative che portano allo sviluppo di ansia e depressione, incrementando il rischio di far scadere la loro qualità della vita. Diversi studi hanno dimostrato un’associazione fra sintomi
Nei pazienti dai 70 anni in su a medio rischio di malattie cardiovascolari, 5,6 anni di terapia antipertensiva non migliorano la funzionalità cognitiva, ma la terapia statinica non ha alcuna influenza negativa in questo senso. Secondo Jackie Bosch della McMaster
La gestione dell’ipertensione nei soggetti con demenza è fonte di incertezze. La letteratura riporta soltanto evidenze frammentarie in materia, specialmente se solide, dato che tradizionalmente gli studi sull’ipertensione hanno escluso i soggetti affetti da demenza, ma secondo una recente revisione
(Reuters Health) – La supplementazione di acido folico nei pazienti ipertesi e con elevati livelli di colesterolo nel sangue, potrebbe ridurre il rischio di ictus. È quanto emerge da uno studio condotto in Cina e pubblicato su Stroke. Yining Huang e colleghi, del Peking
L’ipertensione rappresenta il principale fattore di rischio di malattie cardiovascolari, ed interessa più della metà della popolazione anziana. In questi pazienti è essenziale verificare che l’ipertensione sia controllata in modo appropriato, ed è stato quindi condotto uno studio per identificare
Le diverse classi di antipertensivi potrebbero avere effetti differenziali sull’umore. Lo ha suggerito uno studio osservazionale condotto su 144.000 pazienti che per primo ha investigato il problema di farmaci antipertensivi e depressione in un campione di pazienti tanto ampio, come
L’antagonista orale del recettore della vasopressina-2 noto come tolvaptan promuove effettivamente una significativa perdita di volume dei fluidi nei pazienti con insufficienza cardiaca acuta scompensata (ADHF), congestione e dispnea, ma al di là di questo porta a scarsi benefici clinici.
L’aggiunta dello spironolattone al trattamento standard nei pazienti con insufficienza cardiaca e frazione di eiezione preservata (HFpEF) e capacità di esercizio ridotta migliora significativamente la capacità funzionale entro 6 mesi. Questo dato deriva dallo studio STRUCTURE, condotto da Thomas Marwick
(Reuters Health) -La collaborazione regionale tra centri, associata alla trombolisi con infusione a base di fattore tissutale di attivazione del plasminogeno (tPA), riduce tempi d'intervento e migliora gli outcome. È quanto emerge da un report pubblicato da Circulation - Cardiovascular