Neuroscienze & patologie neurodegenerative
(Reuters Health) – Non c'è differenza tra i sessi. Uomini e donne bianchi e di età tra i 55 e gli 85 anni, che presentano almeno una copia dell'allele E4 dell'apolipoproteina E (APO E4), hanno lo stesso rischio - elevato
(Reuters Health) – Gli anziani che presentato problemi di visione a distanza sarebbero anche a rischio - maggiore dalle due alle tre volte rispetto a chi vede bene - di avere una funzionalità cognitiva compromessa. È quanto emerge dallo studio
Gli astronauti che vivono nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS) vanno incontro a cambiamenti nel sistema visivo che sollevano la possibilità di una perdita di visus durante le future missioni umane su Marte o per altre destinazioni. Andrew Lee, primario di oftalmologia
Un insieme di 7 biomarcatori RM è correlato ai deficit cognitivi nei combattenti professionisti attivi di sesso maschile. Il nuovo metodo, basato sulla combinazione di informazioni derivanti da molteplici modalità d’immagine, è in grado di prevedere con un’accuratezza superiore al
Seguire una dieta ricca in alimenti contenenti luteina, come cavoli e spinaci, potrebbe proteggere dal declino cognitivo da invecchiamento. Questo dato deriva dallo studio della densità ottica del pigmento maculare (MOPD) effettuato su 60 soggetti, che ancora una volta evidenzia
“Giusto pochi giorni fa è arrivata la notizia che una nuova molecola, cladribina, viene ad aggiungersi alle numerose molecole di cui noi oggi abbiamo disponibilità per la terapia della forma ricaduta e remissione della sclerosi multipla, che poi è la
“Abbiamo presentato una nuova strategia che prevede una ricostituzione selettiva del sistema immunitario con cladribina. È selettiva perché non tocca il sistema immunitario innato, lo lascia intatto, in questo modo non si contraggono infezioni opportunistiche e batteriche quando si utilizza
“Il simposio di questa sera verteva sulle più importanti terapie immunosoppressive che noi abbiamo a disposizione, al momento, per il trattamento della sclerosi multipla. Alcune di queste terapie sono in grado non solo di sopprimere il sistema immune abnorme ma
“Una delle cose più importanti da prendere in considerazione, nel momento in cui abbiamo dei pazienti con sclerosi multipla che sono in trattamento farmacologico, è cercare di capire se questi pazienti stanno o meno rispondendo alla terapia”, spiega Nicola De