Neuroscienze & patologie neurodegenerative
(Reuters Health) – La delezione e la duplicazione del gene 22q11.2 sono associate a cambiamenti della morfologia strutturale del cervello che potrebbero contribuire a fornire la base biologica di disturbi come la schizofrenia e l’autismo. A questa conclusione è arrivato uno studio
(Reuters Health) - Il sistema immunitario potrebbe influenzare la patogenesi del Parkinson. È quanto ipotizza uno studio coordinato da Manu Sharma, del Centre for Genetic Epidemiology dell'Università di Tubinga, in Germania, che ha evidenziato come alcune malattie autoimmuni abbiano un
(Reuters Health) – Un antibiotico economico normalmente utilizzato per combattere l'acne sembra essere in grado di ritardare lo sviluppo della sclerosi multipla, nelle prima fasi della malattia. È quanto ha dimostrato una ricerca sulla minociclina, una tetraciclina generica, coordinata da
Molto giovane, tra i 18 e i 34 anni. È la fascia di età di chi maggiormente dà supporto ai malati di Sclerosi Multipla. L’identikit è tracciato dai dati preliminari da cui prende le mosse l’indagine sui caregiver che Merck sta
In occasione della XVIII edizione della Settimana Nazionale della sclerosi multipla, principale appuntamento con l’informazione sulla patologia promosso da AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), che quest’anno si tiene dal 27 maggio al 4 giugno, Roche presenta i risultati della ricerca
(Reuters Health) – Dal 1999 al 2014 i decessi per malattia di Alzheimer negli USA sono aumentati di oltre il 50%. E la percentuale è destinata a salire, in considerazione del progressivo invecchiamento della popolazione e dell’allungamento dell’aspettativa di vita.
(Reuters Health) – Sono poche o scarse le evidenze a sostegno di molte terapie popolari che dovrebbero essere d’aiuto ai bambini affetti da disturbi dello spettro autistico (ASD). Lo sottolineano due nuove revisioni della letteratura scientifica. Una prima revisione ha
Sei mesi di trattamento con GH migliora la funzionalità sensoriale nei pazienti con traumi del midollo spinale e concomitante deficit di questi ormone. Secondo Gulliem Cuatrecasas dell’ospedale Quiron-Teknon di Barcellona, autore di un piccolo studio condotto su 13 pazienti, questa
I risultati di uno studio pilota suggeriscono che i biomarcatori nella saliva potrebbero aiutare ad identificare i soggetti a rischio di sviluppare morbo di Alzheimer. La differenza fra soggetti con Alzhaimer o lievi difetti cognitivi e quelli sani riguarda la