Neuroscienze & patologie neurodegenerative
L’uso a lungo termine di oppioidi per dolore non oncologico è comune fra i soggetti con morbo di Alzheimer che vivono in comunità. Questo dato deriva da un’indagine condotta su più di 120.000 pazienti dello studio MEDALZ, effettuata da Aleksi
(Reuters Health) - Lo stress psicologico potrebbe indurre cambiamenti cerebrali specifici nei pazienti con sclerosi multipla. A questa conclusione è giunto uno studio tedesco pubblicato su PNAS. "Che lo stress possa giocare un ruolo sulla SM è stato ipotizzato già
Reintegrare una proteina alla base della nostra memoria potrebbe essere la chiave di volta per nuove terapie anti Alzheimer. Lo studio, riportato da Science, dei ricercatori dell'Università del Nuovo Galles del Sud, guidati da Lars Ittner hanno infatti scoperto che la proteina
"Uno studio di ricercatori americani e canadesi appena pubblicato su Nature Reviews Neurology afferma che la presenza di una vena all'interno di una placca rilevata con la risonanza magnetica è da considerarsi un biomarcatore per la diagnosi della sclerosi multipla.
È stato realizzato da Mark Albers, neurologo al Massachusetts General Hospital di Boston un test dell'olfatto in grado di diagnosticare il rischio individuale di Alzheimer o la presenza della malattia in fase di esordio quando ancora non ha manifestato dei palesi
(Reuters Health) – Immaginare le parole con la forza del pensiero e riuscire a formulare un messaggio. Il tutto grazie ad una nuova interfaccia neurale - nota anche con il termine inglese brain-computer interface (BCI) - messa a punto da
Alcune nuove ricerche incentrate sul fenomeno del malessere post-esercizio (PEM) hanno gettato luce sull’eziologia della patologia che è stata sinora nota come sindrome da affaticamento cronico, ma che viene ora sempre più spesso denominata encefalomielite mialgica (ME/CFS). Sono in aumento le
Garantire che un bambino abbia una buona forma muscolare potrebbe essere di beneficio anche per la sua performance scolastica. Secondo Charles Hillman della Northeastern University di Boston, autore di uno studio su 75 bambini, questa correlazione con la forma cardiorespiratoria
Se convalidato, un nuovo strumento potrebbe aiutare i medici nel predire la probabilità di sopravvivenza nei pazienti che si presentano con una ferita da arma da fuoco a livello della testa o con altri tipi di trauma cerebrale penetrante (pTBI).