Neuroscienze & patologie neurodegenerative
Anni e anni prima che si manifesti. Il morbo di Alzheimer ha inizio nel cosiddetto "locus coeruleus" nel cervello molto tempo prima della comparsa dei sintomi. Localizzato alla base del cervello, "locus coeruleus" è chiamato anche "punto blu" per la sua colorazione azzurrina ed ha
(Reuters Health) - Per valutare la quantità che gli assistenti sanitari forniscono ai loro cari anziani che vivono in comunità, Jennifer Wolff e colleghi, della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, hanno analizzato i dati provenienti da
(Reuters Health) - Secondo uno studio finlandese, negli ultimi 40 anni l’incidenza dell’epilessia in pazienti con meno di 65 anni si è mantenuta stabile, ma è aumentata in modo significativo nella popolazione con più di 65 anni. “La prevenzione dell’insorgenza di
(Reuters Health) – L’effetto antinfiammatorio di fingolimod non rallenterebbe la lenta progressione della disabilità che caratterizza la forma primariamente progressiva della Sclerosi Multipla (SMPP) e risulterebbe utile solo nel trattamento della forma a decorso recidivante-remittente (SMRR). A dimostrarlo è stato
Pazienti paralizzati a causa di una malattia o per ferite potrebbero avere una speranza di tornare a camminare grazie a una rivoluzionaria 'spina dorsale bionica' sviluppata da un gruppo di scienziati australiani. Il piccolo congegno detto Stentrode, lungo 3 cm con un diametro di
La terapia computerizzata auto-somministrata si è dimostrata promettente nell’aprassia della fonazione associata agli ictus. Si tratta di un deficit relativamente comune della produzione della fonazione che segue gli ictus dell’emisfero sinistro. Esso interrompe gli schemi di movimento appresi che sono
Alcuni nuovi dati suggeriscono che un incremento del tasso di perdita di peso nei decenni compresi fra la mezza età e quella anziana potrebbe identificare i soggetti esposti ad un incremento del rischio di lievi deficit cognitivi. Questi dati derivano
Evitare la trombolisi nei pazienti precedentemente dipendenti dall’aiuto altrui che vanno incontro ad ictus, potrebbe non essere giustificato. Uno studio retrospettivo condotto su 7.430 pazienti da Henrik Gensicke dell’Ospedale Universitario di Basel ha riscontrato che i pazienti post-ictus non indipendenti
Sono state riscontrate ulteriori prove del fatto che le placche amiloidi nei soggetti sopravvissuti ad un trauma cerebrale presentano una distribizione sovrapponibile a quella del morbo di Alzheimer ma coinvolgono anche il cervelletto, un’area tipicamente non interessata in quest’ultima condizione, quanto