Neuroscienze & patologie neurodegenerative
Alcuni nuovi dati suggeriscono che un incremento del tasso di perdita di peso nei decenni compresi fra la mezza età e quella anziana potrebbe identificare i soggetti esposti ad un incremento del rischio di lievi deficit cognitivi. Questi dati derivano
Evitare la trombolisi nei pazienti precedentemente dipendenti dall’aiuto altrui che vanno incontro ad ictus, potrebbe non essere giustificato. Uno studio retrospettivo condotto su 7.430 pazienti da Henrik Gensicke dell’Ospedale Universitario di Basel ha riscontrato che i pazienti post-ictus non indipendenti
Sono state riscontrate ulteriori prove del fatto che le placche amiloidi nei soggetti sopravvissuti ad un trauma cerebrale presentano una distribizione sovrapponibile a quella del morbo di Alzheimer ma coinvolgono anche il cervelletto, un’area tipicamente non interessata in quest’ultima condizione, quanto
Per la prima volta una rivista specialistica sulla Sclerosi Multipla ha accettato un articolo sulla Ccsvi, l'Insufficienza venosa cronica cerebrospinale, che secondo il medico ferrarese Massimo Zamboni sarebbe correlata alla malattia. L'articolo, a firma dello stesso Zamboni e dell'anatomopatologo Massimo Pedriali, è stato pubblicato dal Journal
La stimolazione cerebrale profonda (DBS) è una delle soluzioni terapeutiche che offre maggiori prospettive ai malati di Parkinson. Il sistema consente infatti di controllare i sintomi più evidenti della malattia – tuttora considerata incurabile – attraverso un piccolo dispositivo impiantato
L’iniezione di cellule staminali che vengono indotte a secernere fattori neurotrofici nei pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (SLA) risulta sicura, ben tollerata e probabilmente benefica a livello clinico e, benché la sua efficacia vada verificata con studi clinici appropriati, si
La comunicazione fra le aree del cervello che controllano impulsività, inibizione e ricompensa è differente fra bambini obesi e bambini di peso normale e, questo squilibrio, potrebbe rendere i bambini obesi maggiormente propensi a mangiare troppo. Questo dato deriva da uno
Le fluttuazioni nella performance della tempistica di reazione sullo stesso compito ai test rappresentano importanti indicazioni precoci di un incremento del rischio di sviluppare demenza. Secondo Nicole Kochan della University of New South Wales di Sydney, autrice di uno studio condotto
Benché la popolazione giovanile di razza nera sia esposta ad un notevole incremento del rischio di ictus rispetto a quella bianca, questa differenza sembra scomparire quando si tratta di un secondo ictus. Questo dato deriva da uno studio condotto sulla popolazione