Neuroscienze & patologie neurodegenerative
I benefici dell’agonista dopaminico noto come apomorfina nel morbo di Parkinson sono stati finalmente confermati in un studio randomizzato, per quanto il farmaco sia stato impiegato ormai da diversi anni in questi pazienti. Il nuovo studio, denominato TOLEDO, è stato condotto
La scarsa qualità del sonno, le prescrizioni estensive e la razza bianca sono fattori chiave per la previsione della conversione verso l’uso a lungo termine delle benzodiazepine nell’anziano, una pratica fortemente correlata ad esiti negativi, fra cui la mortalità. Lo
"I trial clinici condotti suggeriscono che Cladribina è estremamente potente nel sopprimere l'attività infiammatoria della Sclerosi Multipla, con una riduzione delle lesioni attive che prendono contrasto in T1 di oltre il 90% rispetto al placebo, e con riduzione delle lesioni
"Anche dopo 6 anni circa dal trattamento con Cladribina, il 70% dei pazienti con Sclerosi Multipla non ha presentato riattivazione della malattia". A rivelarlo è Francesco Patti, neurologo responsabile del centro SM del Policlinico di Catania. https://www.youtube.com/watch?v=a7Ze-XYDSXk
La presenza di neuro-filamenti leggeri nel sangue potrebbe diventare un biomarcatore importantissimo per la Sclerosi Multipla. Ne è convinto Roberto Furlan della Neuroimmunologia - INSPE dell'Università Vita Salute San Raffaele di Milano. "Un biomarcatore che ha la potenzialità, nei prossimi anni,
(Reuters Health) – La gotta potrebbe essere associata a un maggior rischio di demenza nelle persone anziane. E' quanto emerge da una nuova ricerca presentata a Eular 2018, il meeting annuale della lega europea contro le malattie reumatiche.“La gotta potrebbe
(Reuters Health) – Secondo un nuovo studio danese bastano età, sesso e valore dell’apolipoproteina E (Apoe) per predire accuratamente il rischio di Alzheimer a 10 anni. “Combinando in un algoritmo alcuni fattori semplici come età e sesso e alcuni geni comuni
(Reuters Health) – Le persone che hanno avuto un ictus hanno una probabilità più che doppia di sviluppare demenza rispetto a chi non ha sofferto di questo evento cerebrovascolare. È quanto suggerisce uno studio pubblicato su Alzheimer's & Dementia coordinato da
Un nuovo agente, denominato ipotersen, è risultato promettentienel trattamento dell’amiloidosi transtiretinica ereditaria (ATTR). Lo studio NEURO-TTR ha dimostrato che i pazienti con ATTR allo stadio I e II sotto ipotersen vanno incontro ad un miglioramento della qualità della vita nella