Neuroscienze & patologie neurodegenerative
E’ stato sviluppato un nuovo metodo per praticare la stimolazione cerebrale non invasiva. La nuova tecnica, pensata per la stimolazione elettrica transcranica (TES), potrebbe offrire una maggiore efficacia rispetto al metodo attuale, che non è abbastanza potente da influenzare i
Nel trattamento della sclerosi multipla, così come di altre patologie, è giusto scegliere il trattamento più indicato per ciascun paziente in funzione delle esigenze di questo paziente. Ad approfondire l'argomento con Popular Science è Alessandra Lugaresi, professore associato di Neurologia
"Il trattamento della sclerosi multipla rimane tuttora una sfida complessa, per fortuna da alcuni anni abbiamo nuovi farmaci che sono arrivati a disposizione dei clinici, e altri che sono lì lì per essere approvati e che presto saranno disponibili per
(Reuters Health) – Con un'accuratezza superiore al 90%, un nuovo test basato sulla ricerca della proteina beta-amiloide nel sangue -messo a punto da ricercatori giapponesi e australiani - si sarebbe mostrato efficace nel diagnosticare l'Alzheimer. Gli scienziati hanno pubblicato i
L’esercizio ad alta intensità potrebbe risultare sicuro ed efficace nel rallentare la progressione dei sintomi motori, nei pazienti con morbo di Parkinson di nuova diagnosi e che non hanno ancora iniziato la terapia medica. Questo dato deriva dallo studio SPARX,
L’aggiunta del 5-HT6 antagonista selettivo noto come idalopiridina ad un colinesterasi-inibitore non migliora la cognizione ne’ riduce il declino cognitivo nei pazienti con morbo di Alzheimer lieve-moderato. Lo dimostrano tre studi randomizzati che nel complesso hanno coinvolto 2.525 pazienti, che
E’ stata identificata una mutazione genetica nei pazienti con una malformazione arterovenosa del cervello, una delle principali cause di ictus emorragico in bambini ed adulti. Secondo un recente studio, queste malformazioni sono il risultato dell’attivazione KRAS-indotta della cascata di segnalazione
Nei pazienti anziani con morbo di Alzheimer, l’uso di acetilcolinesterasi-inibitori è correlato ad una riduzione del rischio di fratture osteoporotiche. Si tratta di farmaci comunemente impiegati in questi pazienti, che hanno un effetto protettivo dalle fratture osteoporotiche in generale, ma
L’anticonvulsivante noto come zonisamide, combinato con la levodopa, migliora i sintomi motori nei pazienti con demenza con corpi di Lewy (DLB) senza esacerbare il declino cognitivo o i sintomi psichiatrici. Secondo Miho Murata, direttrice generale del National Center Hospital di Tokyo