Oncodermatologia
Il coinvolgimento uretrale è stato isolato per la prima volta come fattore chiave nel rischio di recidiva per i melanomi maligni vulvari. Questa caratteristica, insieme alla profondità del tumore, rientra negli elementi chiave per prevedere i tempi di mortalità, come
La riduzione dell’incidenza dei casi di melanoma in Australia a partire dagli anni ’90 potrebbe essere dovuta al successo delle campagne di consapevolezza sull’esposizione solare nel modificare i comportamenti del pubblico, come emerge da un’indagine effettuata da Suzanne Dobbinson del
L’abbronzatura artificiale è associata ad un elevato rischio di sviluppare melanomi in età giovanile, ed un recente studio suggerisce che i raggi UV nei lettini abbronzanti possano scatenare mutazioni genetiche che possono portare a tumori maligni cutanei. Lo studio è
La cheratosi attinica è una comune lesione precancerosa della cute. Sono disponibili numerosi interventi per il trattamento della cheratosi attinica, compresi approcci incentrati sulla lesione e sul campo interessato. Nella pratica quotidiana, sono state spesso combinate diverse modalità di trattamento allo
(Reuters Health) – Con un aumento del 50% in due anni registrato nel Nord America, cresce l'attenzione verso i tumori della pelle che colpiscono testa e collo. A lanciare l'allarme è uno studio coordinato da Nosayaba Osazuwa-Peters, della Saint Louis
Nei pazienti con melanomi cutanei, le metastasi in un linfonodo non sentinella (non-SLN) rappresentano forti ed indipendenti fattori prognostici negativi, ma i pazienti con un linfonodo sentinella (SLN) coinvolto dal tumore non vengono più sottoposti a dissezione linfonodale (CLND). E' stato
Un cospicuo ammontare di evidenze nella letteratura scientifica suggerisce che il numero di nei totali ed atipici sia un forte ed indipendente fattore di rischio per la comparsa di melanomi cutanei maligni. Alcuni studi inoltre hanno recentemente riscontrato un’associazione fra un’elevata
Un paziente con melanoma metastatico su due, trattati con la combinazione di ipilimumab e nivolumab, risulta ancora in vita a distanza di 5 anni, come emerge dai dati aggiornati del più lungo studio sinora effettuato sulle immunoterapie in questo campo. Si
Ridurre il numero di un particolare tipo di macrofagi associati al tumore, i CD163, sembra favorire l’attivazione del sistema immunitario contro le cellule cancerose. Si tratta di un nuovo tipo di immunoterapia, al momento testata solo sui topi e messa