Oncodermatologia
L’FDA statunitense ha recentemente annunciato la necessità di valutare l’associazione fra PDE5-inibitori e melanomi. E' stata pertanto effettuata una meta-analisi sull’argomento che ha preso in considerazione tre studi caso-controllo, per un totale di 866.049 soggetti, 41.874 dei quali hanno ricevuto
I melanomi nodulari sono fra le tipologie di melanoma più spesse e, data la loro frequente associazione con le ulcerazioni, la rapida crescita e l’elevato tasso mitotico che li caratterizza, contribuiscono in modo sostanziale alla mortalità correlata ai melanomi. Un recente
(Reuters Health) – I pazienti con un tumore che hanno elevati livelli di batteri intestinali 'buoni' avrebbero una maggiore probabilità di rispondere all'immunoterapia. Un risultato che potrebbe avviare un nuovo modo per ottimizzare l'uso di questi moderni antitumorali, noti come
I melanomi mucosali sinonasali (SNMM) sono tumori aggressivi caratterizzati da una prognosi infausta. Per quanto una significativa mole di studi circondi il trattamento delle malignità sinonasali e dei melanomi cutanei, la rarità di questi tumori ha per lo più precluso
I soggetti portatori di una mutazione Bsml presentano una probabilità doppia di sviluppare tumori cutanei non melanomatosi rispetto alle loro controparti con fattori di rischio simili come età avanzata, sesso maschile e cute ed occhi chiari. Secondo Erin Burns dell’Università dell’Alabama,
La microscopia confocale a riflettanza manuale con mosaicizzazione video radiale (HRCM-RV) potrebbe migliorare l’accuratezza diagnostica e facilitare la mappatura dei margini per la lentigo maligna ed i melanomi derivati. Lo suggerisce una ricerca condotta su 23 casi da Anthony Rossi
Nonostante la natura cronica e la prevalenza in aumento della cheratosi attinica, e le evidenze a supporto della valutazione dell’intero campo di cancerizzazione durante la sua gestione clinica, non è disponibile una definizione standardizzata del campo della cheratosi attinica nella
Contrariamente all’opinione comune, la terapia mirata per i pazienti con melanoma metastatico può determinare la sopravvivenza a lungo termine, come suggerito da un’analisi della durata di 5 anni che rappresenta lo studio più prolungato del suo genere mai condotto sinora. Lo
I pazienti oncologici che ricevono una combinazione di inibitori di PD-1 e CTLA-4 presentano un incremento del rischio di disfunzioni tiroidee ed ipofisiti. Se non prontamente riconosciute, queste disfunzioni possono risultare pericolose per la sopravvivenza, ma l’incidenza ed il rischio