Oncodermatologia
La misurazione della profondità di invasione di un melanoma (DoI) a livello delle fissurazioni cutanee è di grande significatività nella valutazione della gravità del coinvolgimento cutaneo e nella pianificazione del trattamento del paziente, ma la misurazione accurata ed automatica della
Alcuni studi internazionali hanno riportato gli effetti protettivi dei beta-bloccanti nei confronti della progressione di diversi tipi di tumore. Nel 2011 è stato pubblicato uno studio prospettico su pazienti con melanomi maligni istologicamente confermati allo stadio II-IIIA. Nel complesso il
Le lesioni visibili della cheratosi attinica e quelle subcliniche da danno solare nel campo di cancerizzazione sono associate al rischio sia di tumori cutanei non melanomatosi, fra cui carcinomi a cellule basali e carcinomi squamocellulari, che più raramente di melanomi.
Il precursore della maggior parte dei carcinomi squamocellulari invasivi cutanei consiste nel danno intraepiteliale indotto dai raggi UV, noto come cancerizzazione di campo, che potrebbe successivamente trasformarsi in cheratosi attinica. Per quanto quest’ultima rappresenti la più comune forma di precursore
La flora batterica intestinale potrebbe svolgere un ruolo in risposta alla terapia immunitaria anti-PD1. Uno studio su pazienti con melanoma metastatico ha riscontrato che la capacità di un paziente di rispondere al trattamento dipende dalla presenza di una flora batterica
Per quanto la maggior parte delle creme solari ad elevato fattore di protezione (SPF) negli USA corrispondano agli standard nazionali per la protezione dai raggi UVA, circa la metà di esse non corrisponde invece agli standard europei, come rivelato da
Dal momento che gli stessi danni che causano la cheratosi attinica si manifestano, in modo sub-clinico e dunque non visibile, nelle aree circostanti definite field cancerization, la terapia dovrebbe essere diretta anche verso queste porzioni di pelle. Lo ha dimostrato
L'inflammasoma NLRP1 sarebbe coinvolto nello sviluppo del melanoma metastatico. Il meccanismo d'azione sarebbe dovuto al fatto che questo complesso enzimatico aumenterebbe l'attivazione dell'inflammasoma sopprimendo i pathways di apoptosi. A dimostrarlo è stato uno studio pubblicato su Oncogene e coordinato da Zhiqiang
(Reuters Health) – Nei pazienti con melanoma in situ, la chirurgia di Mohs sembrerebbe dare gli stessi risultati della tecnica nota come 'escissione locale ampia' (WLE - wide local excision). È quanto ha rilevato uno studio condotto da ricercatori dell'Università