Oncodermatologia
La diagnosi di un tumore cutaneo in genere inizia con un esame visivo della lesione, seguito da analisi dermoscopica, e poi da una biopsia se il medico ritiene che l’aspetto della lesione porti a consigliarne una, seguita da conferma istologica.
L’attuale epidemia di melanomi nei soggetti con la cute chiara è il risultato di vecchie convinzioni mediche riguardanti i benefici per la salute della luce UV e la pratica della cosiddetta “elioterapia” nella prima metà del ventesimo secolo. Un’analisi statistica
La dermoscopia ex vivo (Evd) con punteggiamento del derma (DD - derm dotting) consente una diagnosi istopatologica più rapida e sicura dei tumori cutanei rispetto ai metodi di valutazione standard. Secondo Marc Haspestagh della Dermpat di Ghent, autore di una
Il primo studio USA basato sulla popolazione, riguardante i tumori cutanei nei soggetti che hanno ricevuto un trapianto d’organo, ne ha riscontrato il maggior rischio nei pazienti anziani, di sesso maschile, di razza bianca e che presentavano un tumore cutaneo
L’escissione stadiata con controllo completo dei margini, nota anche come “square technique”, porta a bassi tassi di recidiva nei melanomi che insorgono su tratti cutanei permanentemente fotodanneggiati di testa e collo. Come affermato da jeffrey Moyer dell’Università del Michigan, autore
I sopravvissuti ad un melanoma potrebbero reclutare dei partner per aiutarli ad esaminare il proprio corpo alla ricerca di nei dall’apparenza sospetta. Lo ha suggerito uno studio condotto da June Robinson della Northwester University di Chicago, che ha preso in
I nevi displastici con atipia grave (SDN) vengono spesso re-escissi per timore che possano rappresentare forme precoci di melanoma, ma un recente studio suggerisce che la re-escissione di routine potrebbe non essere necessaria. Lo studio, condotto nell’Università di Pittsburgh, ha
I pazienti con melanomi avanzati che vanno incontro ad effetti collaterali di tipo immunologico durante la terapia con nivolumab presentano un tasso di risposta complessiva maggiore a questo farmaco. Ciò suggerisce che sussista una qualche interazione fra il meccanismo tramite
Circa un quinto dei pazienti trattati con MEK-inibitori negli studi clinici ha sviluppato un effetto collaterale oculare, fra cui corioretinopatia sierosa centrale bilaterale (CSC), occlusione della vena retinica e gravi incrementi della pressione intraoculare. Questo dato deriva dalla revisione di