Oncoematologia
La terapia antitumorale potrebbe non essere direttamente responsabile per l’infausta prognosi delle leucemie mieloidi acute correlate alle terapie (t-AML) o delle sindromi mielodisplastiche dello stesso tipo (t-MDS). E’ convinzione comune che chemioterapia e radioterapia inducano danni a carico del DNA
I regimi chemioterapeutici che omettono la dacarbazina o la bleomicina dalla combinazione ABVD standard, portano ad esiti peggiori. Onde ridurre la tossicità del regime ABVD, che prevede doxorubicina, bleomicina, vinblastina e dacarbazina, alcuni hanno suggerito che la dacarbazina o la
I figli di uomini anziani, ma non di donne anziane, potrebbero essere esposti ad un aumento del rischio di sviluppare tumori ematici nelle fasi successive della vita, specie se non hanno fratelli o sorelle. Nello studio che ha portato a
Nelle sindromi mielodisplastiche ad alto rischio, nonostante il diffuso impiego dell’azacitidina, questa potrebbe non risultare superiore rispetto al trattamento convenzionale, nel migliorare la sopravvivenza a lungo termine del paziente. Teresa Bernal dell’Università di Oviedo, autrice di un’indagine in merito su
Una nuova tecnica per ridurre i rischi di infezione e di ricaduta della malattia leucemica nei casi di trapianto di midollo da donatore aploidentico, cioè compatibile a metà con il ricevente, come è il caso per ciascuno dei due genitori.
Il policlinico Sant'Orsola di Bologna si impegna in un progetto triennale di ricerca contro il mieloma multiplo, un tumore del midollo osseo caratterizzato da un'elevata resistenza alle terapie, anche le più avanzate ed efficaci. Il progetto di ricerca guidato dal professor Michele Cavo, direttore
L’ International Myeloma Working Group (IMWG) ha editato raccomandazioni pratiche sull’impiego della RM nei pazienti con mieloma multiplo ed in quelli con forme asintomatiche della malattia, come il mieloma sub-clinico e la gammopatia monoclonale di significato indeterminato (MGUS). Secondo Meletion Dimopoulos
Gli studi clinici non rispecchiano ciò che in effetti accade nella pratica quotidiana per quanto riguarda il numero di TC effettuate sui pazienti con linfomi aggressivi. Nei pazienti in buone condizioni, in remissione completa e trattati con intento curativo, aumentare
Nella maggior parte delle nazioni l’attuale standard terapeutico per il trattamento del linfoma di Hodgkin in stadio precoce, basato su chemioterapia e susseguente radioterapia, ha portato a tassi di cura superiori al 90%, ma la radioterapia è realmente necessaria in
Il linfoma di Hodgkin è una malattia curabile con un tasso di sopravvivenza a 10 anni superiore all’80%, ma i pazienti che raggiungono l’età adulta dimostrano un aumento dell’incidenza delle malattie cardiovascolari in conseguenza delle terapie che ricevono, ed hanno