Oncoematologia
A un follow-up esteso, il mantenimento con sorafenib dopo il trapianto di cellule staminali emopoietiche (HSCT) è associato a una migliore sopravvivenza a lungo termine e a tassi di recidiva ridotti rispetto all'assenza di terapia di mantenimento. Questi risultati, pubblicati
Nello studio ELEVATE-RR, pubblicato dalla rivista Blood, le analisi basate sugli eventi e i punteggi del carico di eventi avversi hanno dimostrato un carico di eventi avversi più elevato in generale e in particolare per fibrillazione atriale, ipertensione ed emorragia
Il trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) nei pazienti anziani è impegnativo, soprattutto per coloro che non sono idonei per i regimi contenenti antracicline. La Fondazione Italiana Linfomi (FIL) ha avviato lo studio FIL ReRi, uno studio
Con 6mila nuove diagnosi ogni anno in Italia, il Mieloma Multiplo (MM) rappresenta il secondo tumore del sangue più diffuso, colpendo prevalentemente una popolazione anziana. Le innovazioni terapeutiche messe a disposizione negli ultimi anni, pur non avendo ancora raggiunto l’obiettivo
Cosa guarda, cosa ricorda e cosa prova chi convive con un tumore cronico del sangue? Gli occhi si soffermano sul volto e sui gesti del medico il 56% più della media, mentre resta impressa a lungo nella memoria la disponibilità
Asciminib, il primo inibitore di BCR::ABL1 che colpisce specificamente ABL Myristoyl Pocket (STAMP), è approvato in tutto il mondo per il trattamento di adulti con leucemia mieloide cronica positiva per il cromosoma Philadelphia in fase cronica (LMC-CP) trattati con ≥2
L'immunoterapia anti-CD19 tafasitamab in combinazione con lenalidomide è utilizzata nei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato/refrattario (DLBCL) non idonei al trapianto autologo di cellule staminali. Lo studio First-MIND di fase 1b in aperto ha valutato la sicurezza
In uno studio pubblicato dalla rivista Leukemia i ricercatori hanno confermato che il sequenziamento dell'intero genoma (WGS) fornisce un test genetico autonomo e affidabile per rilevare tutte le anomalie genetiche che definiscono il sottotipo nella leucemia linfoblastica acuta a cellule
Uno studio di registro nazionale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), pubbicato dalla rivista Blood Cancer Journal, riporta i risultati dei pazienti con leucemia linfatica cronica e aberrazione TP53 che hanno ricevuto ibrutinib di prima linea. Nell'analisi i ricercatori descrivono l'efficacia
Negli ultimi anni si è assistito ad importanti avanzamenti nel trattamento e nella prognosi dei pazienti affetti da diverse neoplasie ematologiche acute e croniche. Questo è dovuto al miglioramento nell’inquadramento diagnostico, nella stratificazione prognostica, nelle scelte terapeutiche, nell’uso di trattamenti