Oncoematologia
Circa il 20-50% dei pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica trattati con inibitori della tirosin-chinasi (TKI) o con mielofibrosi trattati con ruxolitinib sviluppano trombocitopenia di grado ≥3 che richiedono interruzioni del trattamento e riduzioni della dose. I ricercatori dell'University
Trasformare l’esperienza pandemica in opportunità individuando tra le diverse soluzioni per la gestione del paziente oncologico, adottate nelle Regioni italiane, quelle da implementare anche in futuro in forma strutturata. Sanare le criticità emerse, quali la mancanza di piattaforme digitali in
I pazienti con leucemia linfatica cronica (LLC) possono essere più suscettibili al Covid-19 a causa dell'età, della malattia e dell'immunosoppressione correlata al trattamento. Un gruppo di ricercatori internazionali ha valutato, nell'ambito dell'European Research Initiative on CLL (ERIC), i fattori di
I pazienti di età compresa tra 16 e 30 anni con leucemia linfoblastica acuta ad alto rischio (HR-ALL) hanno esiti peggiori rispetto ai pazienti più giovani con HR-ALL. Lo rivela lo studio randomizzato di fase 3 del Children's Oncology Group
I progressi con la chemioterapia intensiva e le misure di terapia di supporto hanno migliorato la sopravvivenza nei pazienti con leucemia mieloide acuta (LMA) di nuova diagnosi. Dato il recente sviluppo di terapie efficaci a bassa intensità, una decisione ottimale
I sopravvissuti al linfoma non-Hodgkin a cellule B (B-NHL) a cui il tumore è stato diagnosticato in più giovane età sembrano avere un rischio relativo più elevato di sviluppare malattie legate all'età rispetto ai sopravvissuti al B-NHL a cui è
I bambini con linfoma non-Hodgkin a cellule B hanno un'elevata probabilità di sopravvivenza, tuttavia, l'attuale stratificazione del rischio clinico colloca fino alla metà dei pazienti in un gruppo ad alto rischio destinato a ricevere quindi una chemio-immunoterapia molto intensiva. I
La sopravvivenza dei pazienti con leucemia linfoblastica acuta dopo il trapianto allogenico in Danimarca è migliorata negli ultimi due decenni, principalmente grazie al fatto che dopo la terapia guarisce un maggior numero di pazienti. Lo dimostra uno studio danese di
La chemioimmunoterapia a base di antracicline con R-CHOP (rituximab con ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone) è il trattamento standard per il linfoma diffuso a grandi cellule B, ma è associata a maggiori rischi di cardiotossicità. Uno studio multicentrico, real-world, condotto
The Lancet Oncology ha di recente pubblicato uno studio internazionale, a cui ha preso parte anche l'European Institute of Oncology IRCCS di Milano, che valuta l'accessibilità a livello mondiale di farmaci oncologici di prima linea. Ne è emerso un urgente