Oncoematologia
Un gruppo di ricercatori dell’Hiroshima University ha identificato un gene coinvolto nelle ricadute nei pazienti affetti da leucemia mieloide cronica. Bloccando questo gene è possibile attaccare le cellule staminali tumorali quiescenti che non vengono colpite dai farmaci esistenti. Lo studio
La leucemia mieloide acuta è un tumore che progredisce molto rapidamente: la maggior parte delle persone riceve la diagnosi entro poche settimane dallo sviluppo dei sintomi e se la malattia non viene curata, molti muoiono entro pochi mesi. Per questa
Una delle ragioni per cui i trattamenti contro il cancro falliscono è la capacità di alcune cellule maligne di sopravvivere a radiazioni, chemioterapia e/o sorveglianza immunitaria, evitando di andare in apoptosi. Questo processo, anche noto come morte cellulare programmata, è
Gli Rna non codificanti sono molecole il cui ruolo nella cellula fino a pochi anni fa era sconosciuto. Molte ricerche recenti suggeriscono una loro implicazione nello sviluppo di diversi tipi di tumori, tra cui il mieloma multiplo. Un articolo pubblicato
La terapia con cellule Car-T si è rivelata efficace e sicura nel trattamento di alcune neoplasie del sangue e attualmente l’approccio viene testato anche su pazienti affetti da tumori solidi. Il farmaco innovativo al momento viene prodotto prelevando i linfociti
La somministrazione di lisocabtagene maraleucel (liso-cel), un farmaco Car-T anti CD19 autologo, genera un alto tasso di risposta obiettiva e una bassa incidenza di sindrome da rilascio di citochine di grado uguale o superiore a 3 ed eventi neurologici in
Un gruppo di ricercatori dello Stanley Manne Children's Research Institute di Chicago ha individuato un set di geni che potrebbe fornire degli indizi sul perché la prevalenza della leucemia sia così elevata tra le persone con sindrome di Down. I
La risposta anticorpale all’infezione da Sars-Cov-2 sembra essere più debole nei pazienti affetti da leucemia linfatica cronica (LLC) e gli studi condotti in passato suggeriscono che questi pazienti non mostrano delle risposte ottimali ai vaccini. In una lettera pubblicata dalla rivista
I pazienti affetti da sindromi mielodisplastiche (SMD) che presentano due copie mutate del gene TP53 piuttosto che una o nessuna, vanno incontro ad una prognosi peggiore. È quanto rilevato da uno studio internazionale condotto dai ricercatori del Memorial Sloan Kettering
La Commissione europea ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata di belantamab mafodotin di GSK come monoterapia per il trattamento del mieloma multiplo in pazienti adulti che hanno ricevuto almeno quattro terapie precedenti e la cui malattia è refrattaria ad