Oncoematologia
Il rituximab, anticorpo monoclonale anti-CD20 usato nel trattamento del Linfoma non Hodgkin delle cellule B nei pazienti adulti, se aggiunto alla chemioterapia, porta ad un aumento della sopravvivenza libera da progressione della malattia e della sopravvivenza globale anche nei bambini
Nonostante l’introduzione negli ultimi dieci anni di nuovi trattamenti per il mieloma multiplo, il tasso di recidive tra i pazienti resta elevato. Negli ultimi anni la terapia con cellule Car-T si è mostrata efficace e sicura nel trattamento di pazienti
L’oncologia punta sempre di più sulla medicina di precisione, e questa evoluzione riguarda anche il mieloma multiplo (MM). Ci sono però alcune categorie di pazienti affetti da MM che rischiano di non trarre il massimo beneficio dalle terapie e di
Bloccare la capacità delle cellule staminali della leucemia di auto-rinnovarsi potrebbe impedire la crescita di nuove cellule tumorali. Questo nuovo approccio terapeutico per ora è stato testato solo in modelli murini della malattia da un gruppo di ricercatori del Children's
Il trattamento con pembrolizumab, un anticorpo anti-PD-1, sembra prolungare la sopravvivenza libera da progressione della malattia più del farmaco brentuximab vedotin nei pazienti affetti da linfoma di Hodgkin classico recidivante o refrattario, anche in coloro che non sono idonei al
L’infezione da Covid-19 sembra avere un impatto sostanziale sulla sopravvivenza dei pazienti affetti da leucemia mieloide acuta (LMA) e sulla possibilità di ricevere il trattamento ottimale. Lo suggerisce l’analisi di 10 casi di pazienti affetti da LMA gestiti in due
Ricerca clinica e investimenti sono le parole d’ordine per soddisfare i bisogni irrisolti dei pazienti e per creare nuove possibilità di cura sempre più personalizzate. L’avanzamento tecnologico oggi consente di aumentare l’aspettativa di vita di molti pazienti e per diverse
Daunorubicina e citarabina di Jazz Pharmaceuticals, a cinque anni, mantengono il miglioramento della sopravvivenza globale rispetto a chemioterapia 7+3 nei pazienti anziani con leucemia mieloide acuta (AML) ad alto rischio/secondaria di nuova diagnosi. È quanto emerge da un’analisi prospettica pianificata e
I ricercatori del Monte Sinai hanno scoperto che le cellule staminali della leucemia mieloide acuta umana (LMA) dipendono da un fattore di trascrizione noto come RUNX1, che diventa quindi un possibile target terapeutico per la malattia. Nello studio pubblicato sulla
Un regime chemioterapico meno aggressivo, in cui il dosaggio del farmaco viene modulato nel tempo, può essere un’alternativa efficace e meno tossica rispetto al trattamento standard (una chemioterapia ad alta intensità), per i pazienti affetti dal linfoma di Burkitt. Lo