Oncoematologia
La leucemia promielocitica acuta è frequente nei pazienti di 75 anni, una popolazione che di rado viene considerata candidata per i protocolli clinici. E’ stato condotto uno studio allo scopo di analizzare le strategie di trattamento e gli esiti clinici nei
Un punto d'incontro per medici ed infermieri che si occupano di trapianto di midollo osseo e di cellule staminali emopoietiche impiegati per la cura di patologie ematologiche, oncologiche e genetiche. È questa l'idea alla base del Gruppo Italiano per il
I pazienti con sindromi mielodisplastiche (MDS) in cui gli agenti ipometilanti hanno fallito, vanno incontro ad esiti negativi e necessitano con urgenza di nuove terapie. La stimolazione della cascata di segnalazione Hn svolge un ruolo centrale nella patogenesi delle neoplasie
La tromboembolia venosa sintomatica rappresenta una forma di tossicità imprevedibile e pericolosa per la sopravvivenza che interviene nel corso della terapia delle leucemie linfoblastiche acute infantili. Circa il 5% dei bambini ne viene colpito, ed essa viene trattata mediante anticoagulanti. Asparaginasi
E’ stato condotto uno studio con lo scopo di identificare il meccanismo molecolare alla base della leucemia linfoblastica acuta ed esplorare eventuali marcatori prognostici validi per le recidive: a tale scopo sono stati esaminati 59 campioni cellulari da soggetti che
La terapia basata sulle cellule T con recettore per l’antigene chimerico CD19 (CART) ha rivoluzionato il trattamento dei pazienti con tumori maligni ematologici recidivanti o refrattari, e specialmente quella delle leucemie linfoblastiche acute a cellule B. Dato che l’immunoterapia CART si
La retinite da citomegalovirus (CMVR) può intervenire a seguito di un trapianto di cellule staminali allogeniche (HSCT), ma poco è noto sulla sua incidenza, sulle strategie per la sorveglianza oftalmologica e sull’implementazione tempestiva di un trattamento antivirale adeguato nei soggetti
La più recente revisione delle linee guida pediatriche ha proposto una soglia emoglobinica restrittiva di 70 g/l per le trasfusioni eritrocitarie in generale, ma una soglia di 100 g/l in caso di tumori maligni o di soppressione del midollo osseo. La
Nell’era degli inibitori delle cascate, il numero di trapianti di cellule staminali allogeniche per la leucemia linfocitica cronica continua a diminuire, e questo approccio dovrebbe essere offerto soltanto a seguito di un’attenta valutazione dei suoi benefici. Ciò nonostante, esso rimane l’unica
L’inotuzumab ozogamicina (InO) è un farmaco anticorpo-coniugato impiegato negli adulti con leucemia linfoblastica acuta a precursori B-cellulari (PCB) recidivante-refrattaria. Lo studio NO-VATE ha precedentemente riportato un miglioramento degli esiti con InO rispetto ai trattamenti chemioterapici standard. Sono stati successivamente riportati i