Oncoematologia
La terapia precoce ad alte dosi con melfalan seguita dal trapianto di cellule staminali autologhe porta ad un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione nei pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi rispetto all’impiego di nuovi agenti chemioterapeutici ed alla
E’ stato condotto uno studio con l’obiettivo di valutare gli esiti ed i fattori prognostici dei pazienti con leucemia mieloide acuta refrattaria e recidivante che ricevono un trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche. In base a quanto osservato su un
Lo studio EXTEND conferma i benefici terapeutici di eltrombopag e ne ha dimostrato il profilo di sicurezza a lungo termine con un follow-up fino a 9 anni, per i pazienti che ne richiedano una trattamento continuativo. Il 70% dei pazienti
Il nuovo farmaco a base di anticorpi monoclonali noto come daratumumab è già in uso per i pazienti con mieloma multiplo che sono andati incontro a progressione con altre terapie, ma oggi esso è stato promosso alla prima linea. Alcuni
Nei pazienti con linfoma, l’incremento dell’attività fisica riduce il rischio di mortalità da qualsiasi causa e da linfoma. Questo impatto positivo non era mai stato dimostrato in precedenza, anche se l’indicazione a fare esercizio per questi pazienti era già diffusa,
L’inibitore proteasomico irreversibile noto come carfilzomib, precedentemente approvato per il trattamento del mieloma multiplo, è associato ad un rischio clinicamente rilevante di eventi cardiovascolari, compresi quelli di grado elevato. Come affermato da Adam Waxman dell’università della Pennsylvania, autore della meta-analisi di
Due anni di terapia di mantenimento con rituximab possono prolungare la remissione in pazienti anziani selezionati con leucemia linfoide cronica in una prima remissione dopo un ciclo di prima linea con fludarabina, ciclofosfamide e rituximab (FCR). La chemio-immunoterapia con FCR rappresenta
Le mutazioni del gene IDH2 intervengono nel 12% circa dei pazienti con leucemia mieloide acuta. L’enasidenib è un inibitore micromolecolare orale delle proteine derivanti da queste mutazioni, ed è stata dimostrata la sua capacità di sopprimere l’oncometabolita noto come 2-idrossiglutarato,
L’ibrutinib rappresenta una rivoluzione nello scenario del trattamento della leucemia linfocitica cronica, dato che porta a risultati mai osservati prima ed offre una terapia efficace anche per i pazienti ad alto rischio con esiti molto negativi a seguito della chemio-immunoterapia. Grazie
Un recente studio ha paragonato prospetticamente gli esiti dei trapianti di cellule staminali autologhe (ASCT) con quelli del consolidamento con citarabina ad alte dosi (HiDAC) come trattamento post-remissione nei pazienti con leucemia mieloide acuta a medio rischio in una prima