Oncoematologia
In letteratura sono carenti gli studi sugli effetti ossidanti del ferro legato alla trasferrina (NTBI) durante la chemioterapia per la leucemia linfoblastica acuta e la leucemia mieloblastica acuta. E’ stata dunque effettuata un’indagine in cui sono stati valutati NTBI, determinanti
Le attuali linee guida NCCN raccomandano di prendere in considerazione le comorbidità, comprese le patologie cardiovascolari, nella selezione degli inibitori della tirosin-chinasi per il trattamento della leucemia mielogena cronica. Un recente studio ha riportato i dati sulla prevalenza delle patologie
Nella leucemia mieloide acuta è stato riscontrato un numero ragguardevole di anomalie citogenetiche strutturali differenti ma ricorrenti, e nel 2016 il sistema di classificazione del WHO per queste leucemie ha incorporato numerose entità distinte associate a traslocazioni o inversioni, ed
E’ stato investigato il rischio di infezioni nei pazienti con leucemia linfocitica cronica o piccoli linfomi linfocitici (CLL). Le infezioni maggiori sono state definite come quelle che richiedono il ricovero ospedaliero o un trattamento antibiotico endovenoso. Su un campione di
I pazienti con leucemia linfocitica che presentano delezione 17p sono caratterizzati da prognosi infausta, e le opzioni terapeutiche sono limitate. Il venetoclax, un nuovo inibitore dei linfomi B-cellulari, è stato approvato per il trattamento dei pazienti con leucemia linfocitica cronica
Le infezioni fungine invasive (IFI) rappresentano una delle principali cause di morbidità e mortalità nei pazienti oncologici immunocompromessi. I nuovi agenti antifungini basati sul triazolo sono stati raccomandati per la prevenzione delle IFI in questi pazienti. E' stato condotto uno
I pazienti con linfoma di Hodgkin avanzato che dimostrano una risposta rapida alla chemioterapia, come indicato dai risultati della FDG-PET, possono evitare la chemioterapia più intensa e le tossicità correlate senza compromettere l’efficacia del trattamento. Questo approccio infatti apporta anche
La citarabina è stata un agente importante nel trattamento della leucemia mieloide acuta per più di 40 anni, ma i meccanismi alla base dell’efficacia della citarabina a basse dosi sono stati sinora scarsamente compresi. Un recente studio ha investigato l’effetto
I linfomi a cellule T rappresentano un tumore maligno ematologico che costituisce il 10-20% di tutti i linfomi non-Hodgkin. Le strategie terapeutiche per questi linfomi sono diverse da quelle per i linfomi a cellule B, ed essi sono caratterizzati da
"Ricerca" e "giovani" sono le due parole chiave che contraddistinguono il Celgene Research Award, un'iniziativa realizzata da Celgene in collaborazione con AIOM – Associazione Italiana Oncologia Medica, SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse,