Oncoematologia
La leucemia linfoblastica acuta rappresenta il più comune tumore ematologico pediatrico. Si suppone che il miR-181a svolga un ruolo nello sviluppo dei tumori maligni ematologici, agendo come oncosoppressore o come oncogene. Lo Smad7 è stato selezionato come target di accoppiamento del
L’instabilità del genoma, comprendente mutazioni genetiche e riarrangiamenti cromosomici, potrebbe portare allo sviluppo di tumori. Nelle cellule cancerose si verifica comunemente una metilazione del DNA aberrante. E' stato dunque condotto uno studio per determinare gli effetti di una specifica lesione
In letteratura sono carenti gli studi sugli effetti ossidanti del ferro legato alla trasferrina (NTBI) durante la chemioterapia per la leucemia linfoblastica acuta e la leucemia mieloblastica acuta. E’ stata dunque effettuata un’indagine in cui sono stati valutati NTBI, determinanti
Le attuali linee guida NCCN raccomandano di prendere in considerazione le comorbidità, comprese le patologie cardiovascolari, nella selezione degli inibitori della tirosin-chinasi per il trattamento della leucemia mielogena cronica. Un recente studio ha riportato i dati sulla prevalenza delle patologie
Nella leucemia mieloide acuta è stato riscontrato un numero ragguardevole di anomalie citogenetiche strutturali differenti ma ricorrenti, e nel 2016 il sistema di classificazione del WHO per queste leucemie ha incorporato numerose entità distinte associate a traslocazioni o inversioni, ed
E’ stato investigato il rischio di infezioni nei pazienti con leucemia linfocitica cronica o piccoli linfomi linfocitici (CLL). Le infezioni maggiori sono state definite come quelle che richiedono il ricovero ospedaliero o un trattamento antibiotico endovenoso. Su un campione di
I pazienti con leucemia linfocitica che presentano delezione 17p sono caratterizzati da prognosi infausta, e le opzioni terapeutiche sono limitate. Il venetoclax, un nuovo inibitore dei linfomi B-cellulari, è stato approvato per il trattamento dei pazienti con leucemia linfocitica cronica
Le infezioni fungine invasive (IFI) rappresentano una delle principali cause di morbidità e mortalità nei pazienti oncologici immunocompromessi. I nuovi agenti antifungini basati sul triazolo sono stati raccomandati per la prevenzione delle IFI in questi pazienti. E' stato condotto uno
I pazienti con linfoma di Hodgkin avanzato che dimostrano una risposta rapida alla chemioterapia, come indicato dai risultati della FDG-PET, possono evitare la chemioterapia più intensa e le tossicità correlate senza compromettere l’efficacia del trattamento. Questo approccio infatti apporta anche