Quotidiano Cardiologia
Il ripristino acuto del ritmo dopo ablazione con crioballoon nei pazienti con fibrillazione atriale può essere considerato un indicatore del substrato atriale sottostante, ma non sembra avere un valore prognostico indipendente sulle recidive. È quanto emerge da uno studio retrospettivo
La sostituzione chirurgica della valvola aortica rappresenta un trattamento consolidato per la stenosi aortica severa sintomatica e ne migliora la sopravvivenza, ma resta aperta la questione se questo beneficio sia sufficiente a riportare l’aspettativa di vita ai livelli della popolazione
La sindrome platipnea-ortodeossia è una condizione rara e probabilmente ancora sottodiagnosticata, ma di grande interesse clinico perché può rappresentare una causa di dispnea posizionale e ipossiemia non spiegata. Il quadro è legato a uno shunt interatriale destro-sinistro, in genere attraverso
Il fenomeno del no-reflow dopo angioplastica primaria nello STEMI si conferma un evento clinicamente rilevante, strettamente associato a mortalità precoce e a un aumento degli eventi avversi. In questo scenario, gli indicatori abitualmente impiegati per stimare il rischio, come il
La cardiopatia reumatica continua a rappresentare un importante problema di salute pubblica, con circa 40 milioni di persone colpite soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. In questo contesto, l’ecocardiografia transtoracica è considerata il metodo di riferimento per l’identificazione
Un rapporto elevato tra proteina C-reattiva e albumina, indicato come CAR, potrebbe aiutare a identificare i pazienti con coronaropatia stabile sottoposti a intervento coronarico percutaneo a maggior rischio di eventi cardiovascolari maggiori. È quanto emerge da uno studio retrospettivo pubblicato
Nei pazienti che hanno avuto un attacco ischemico transitorio o un ictus minore, il rischio di un nuovo ictus resta elevato per molti anni e può essere stimato attraverso una serie di fattori clinici, anamnestici e neuroradiologici. È quanto emerge
La malattia renale cronica è frequente nei pazienti ricoverati per scompenso cardiaco e si associa a un impatto clinico ed economico rilevante nel lungo periodo. È quanto evidenzia un’analisi longitudinale di 5 anni pubblicata su Heart, che ha ricostruito l’epidemiologia
Lo stress vissuto nelle prime fasi della vita potrebbe lasciare una traccia biologica rilevante anche nei pazienti con cardiopatia coronarica, modulando la risposta infiammatoria cellulare più che i comuni marker di laboratorio. È questa l’indicazione che emerge da uno studio