L’anestesia a base di propofol non ha dimostrato di essere superiore agli anestetici volatili nel migliorare la sopravvivenza o gli esiti oncologici nei pazienti sottoposti a chirurgia per neoplasie maligne. Lo indicano i risultati del trial clinico GA-CARES, pubblicati nel 2026 su Anesthesiology, che non confermano le ipotesi nate da precedenti studi preclinici e retrospettivi. Questi lavori avevano suggerito che il propofol potesse offrire vantaggi rispetto agli anestetici volatili, preservando meglio l’immunità cellulo-mediata e riducendo potenzialmente l’attecchimento o la progressione delle cellule tumorali.
Il trial GA-CARES, randomizzato, multicentrico e parzialmente in cieco, è stato condotto in cinque centri nello Stato di New York e ha coinvolto pazienti adulti sottoposti a resezione di tumori associati a prognosi sfavorevole, tra cui neoplasie di pancreas, esofago, polmone, fegato, vie biliari, stomaco, vescica e superficie peritoneale. I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere in modo esclusivo propofol oppure un anestetico volatile per il mantenimento dell’anestesia generale. L’analisi ha previsto una popolazione intention-to-treat di 1.763 pazienti e una popolazione per-protocol di 1.411 pazienti, comprendente coloro che avevano completato l’intervento, con diagnosi patologica confermata e aderenza al trattamento assegnato.
Nell’analisi primaria intention-to-treat, il propofol non ha mostrato benefici sulla sopravvivenza: la mortalità a due anni è stata del 26,1% nel gruppo propofol contro il 22,9% nel gruppo volatile, con hazard ratio pari a 1,16 (IC 95% 0,96-1,41; P=0,115). Nell’analisi per-protocol è emerso un segnale sfavorevole al propofol, con una mortalità del 25,5% rispetto al 20,0% osservato nel gruppo volatile (HR 1,31; IC 95% 1,05-1,64; P=0,017). Tuttavia, questo dato va interpretato alla luce del fatto che l’endpoint primario del trial era basato sull’analisi intention-to-treat.
Anche per quanto riguarda la sopravvivenza libera da malattia, i risultati sono rimasti sovrapponibili tra i due gruppi, con HR 1,10 (IC 95% 0,90-1,36; P=0,428), e l’assenza di beneficio del propofol è risultata coerente nei principali sottogruppi analizzati. Nel complesso, quindi, il trial non supporta l’uso del propofol come strategia per migliorare gli esiti oncologici dopo chirurgia.
In conclusione, gli autori affermano che l’anestesia a base di propofol non è efficace nel migliorare gli esiti oncologici nei pazienti sottoposti a resezione di neoplasie maligne. Più che chiudere definitivamente il tema, il GA-CARES ridimensiona in modo forte l’idea che il solo tipo di anestesia generale possa modificare in meglio la prognosi oncologica.
Anesthesiology, 144(1), 51–62. doi:10.1097/ALN.0000000000005769. Pubblicazione elettronica anticipata: 9 dicembre 2025.





