Quotidiano Oncologia

mPDAC pretrattato: daraxonrasib raddoppia la sopravvivenza rispetto alla chemio

21 Settembre 2026 > Ilenia Di Martino

Nei pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico (mPDAC) già trattati, daraxonrasib, inibitore orale RAS(ON) multiselettivo e tri-complesso, ha ridotto del 60% il rischio di morte rispetto alla chemioterapia e ha determinato una significativa riduzione del rischio di progressione o morte. È quanto emerge dai risultati dello studio internazionale di fase 3, randomizzato e in aperto, pubblicati sul New England Journal of Medicine nel 2026.

Lo studio ha arruolato 500 pazienti, il 91,8% dei quali con mutazione RAS G12, randomizzati a ricevere daraxonrasib (248 pazienti) o una chemioterapia a scelta dello sperimentatore (252 pazienti). Gli endpoint primari erano la sopravvivenza globale (OS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) nella popolazione con mutazione RAS G12.

In questa popolazione, la OS mediana è risultata di 13,2 mesi con daraxonrasib rispetto a 6,6 mesi con la chemioterapia, con una riduzione del rischio di morte del 60% (HR 0,40; P<0,001). Il beneficio è stato confermato anche nella popolazione complessiva, con una OS mediana di 13,2 mesi rispetto a 6,7 mesi e un HR pari a 0,40 (P<0,001).

Un vantaggio significativo è emerso anche per la PFS. Nei pazienti con mutazione RAS G12, la mediana è stata di 7,3 mesi con daraxonrasib rispetto a 3,5 mesi con la chemioterapia (HR 0,45; P<0,001). Nella popolazione complessiva, la PFS mediana è risultata rispettivamente di 7,2 e 3,6 mesi (HR 0,49; P<0,001).

Daraxonrasib ha inoltre ottenuto risultati migliori rispetto alla chemioterapia in termini di risposta obiettiva e qualità di vita riferita dai pazienti, entrambi endpoint secondari chiave dello studio.

Sul fronte della sicurezza, eventi avversi insorti dopo l’inizio del trattamento sono stati riportati in tutti i pazienti trattati con daraxonrasib e nel 97,7% di quelli sottoposti a chemioterapia. Gli eventi avversi di grado 3 o superiore si sono verificati nel 61,8% dei pazienti nel gruppo daraxonrasib e nel 69,6% di quelli nel gruppo chemioterapia. Gli eventi avversi correlati al trattamento che hanno determinato l’interruzione definitiva della terapia sono stati registrati nell’1,2% dei pazienti trattati con daraxonrasib rispetto all’11,2% di quelli sottoposti a chemioterapia.

I risultati dello studio dimostrano quindi che, nei pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico precedentemente trattato, daraxonrasib determina una sopravvivenza globale e una sopravvivenza libera da progressione significativamente più lunghe rispetto alla chemioterapia scelta dallo sperimentatore.

Fonte: New England Journal of Medicine. 2026;395(4):325-337. doi: 10.1056/NEJMoa2605555