Quotidiano Oncologia

Tumore al seno: alcuni composti organoclorurati associati alla neoplasia

26 Ottobre 2026 > Ilenia Di Martino

L’esposizione a specifici composti organoclorurati risulta significativamente associata al carcinoma mammario. È quanto emerge da una meta-analisi pubblicata nel 2026 sull’International Journal of Environmental Health Research, che ha esaminato le evidenze epidemiologiche disponibili sul possibile ruolo di questi inquinanti ambientali nello sviluppo della neoplasia.

La ricerca ha incluso 16 studi caso-controllo retrospettivi, condotti in ambito ospedaliero e di popolazione, per un totale di 2.960 pazienti con carcinoma mammario e 2.777 controlli. L’analisi ha evidenziato associazioni positive e statisticamente significative per quattro composti organoclorurati.

In particolare, per il p,p’-DDE, metabolita persistente del DDT, l’associazione è risultata significativa sia nelle analisi basate su concentrazioni non corrette per il contenuto lipidico (p < 0,001), sia in quelle con correzione per i lipidi (p = 0,001). Risultati significativi sono emersi anche per il cis-nonacloro (p = 0,006) e l’esaclorobenzene (HCB; p = 0,002). Per il p,p’-DDT, invece, l’associazione è risultata significativa nelle analisi non corrette per i lipidi (p = 0,015).

Per altri composti esaminati, tra cui eptacloro, dieldrin, ?-esaclorocicloesano (?-HCH), ossiclordano e trans-nonacloro, non sono emerse associazioni statisticamente significative. Questi risultati non consentono tuttavia di escludere un eventuale contributo di tali sostanze al rischio oncologico.

Nel complesso, la meta-analisi rafforza l’ipotesi di un’associazione tra esposizione ad alcuni inquinanti organoclorurati e carcinoma mammario. La natura retrospettiva degli studi inclusi impone però cautela nell’interpretazione dei risultati, soprattutto per la possibile influenza di fattori confondenti e per le differenze nelle modalità di valutazione dell’esposizione.

Le evidenze raccolte non permettono quindi di stabilire un rapporto causale diretto, né di quantificare con precisione l’incremento del rischio individuale di sviluppare la neoplasia.

Gli autori sottolineano la necessità di approfondire il possibile ruolo degli organoclorurati nell’eziologia del carcinoma mammario, attraverso ulteriori studi epidemiologici in grado di caratterizzare meglio le esposizioni ambientali e chiarire il contributo dei singoli composti.

International Journal of Environmental Health Research, 36(7), 1940–1956. https://doi.org/10.1080/09603123.2025.26098680–1956. https://doi.org/10.1080/09603123.2025.2609868