L’identificazione preoperatoria dei depositi tumorali tramite risonanza magnetica (mrTD) emerge come uno dei più potenti predittori di sopravvivenza nel carcinoma del retto. Una meta-analisi sistematica, condotta da scienziati inglesi, evidenzia come la presenza di questi noduli solidi nel tessuto adiposo perirettale sia associata a un raddoppio del rischio di mortalità e recidiva, superando, in questa analisi, per valore prognostico i parametri classici della stadiazione TNM, come lo stadio T o il coinvolgimento linfonodale.
Lo studio, pubblicato su Annals of Surgical Oncology nel 2026, ha analizzato i dati di 5.813 pazienti nella revisione sistematica e di 5.630 pazienti nella meta-analisi, confermando che i mrTD rappresentano un fattore prognostico critico. In particolare, il rischio relativo per la sopravvivenza globale (OS) e la sopravvivenza libera da malattia (DFS) ha mostrato un Hazard Ratio (HR) rispettivamente di 2,1 e 2,13. Ciò significa che i pazienti con depositi tumorali rilevati all’imaging presentano una prognosi significativamente peggiore rispetto a chi ne è privo.
Oltre ai depositi tumorali, l’analisi ha confermato il peso clinico dell’invasione venosa extramurale (mrEMVI) e del coinvolgimento del margine di resezione circonferenziale (mrCRM), entrambi associati a un aumento statisticamente significativo del rischio (p < 0,01). Al contrario, parametri storicamente centrali come lo stadio T preoperatorio (mrT) e la positività linfonodale alla RM (mrLNMs) non hanno mostrato una correlazione statisticamente significativa con OS e DFS in questa coorte (p > 0,05).
L’evidenza raccolta suggerisce che l’attuale sistema di stadiazione TNM potrebbe non essere più sufficiente per stratificare correttamente il rischio dei pazienti. Il potere prognostico limitato dello stadio T e N, evidenziato dalla meta-analisi, sottolinea la necessità di integrare i mrTD nei modelli decisionali.
In conclusione, la capacità della risonanza magnetica di individuare i depositi tumorali già in fase preoperatoria apre la strada a una medicina di precisione: i pazienti positivi ai mrTD potrebbero beneficiare di strategie terapeutiche neoadiuvanti più aggressive o di protocolli di sorveglianza post-operatoria potenziati. È auspicabile, secondo gli autori, lo sviluppo di un sistema di stadiazione aggiornato, basato sulle evidenze, che rifletta fedelmente l’aggressività biologica della malattia oltre i confini della classificazione tradizionale.
Annals of Surgical Oncology, 33(1), 199–209. https://doi.org/10.1245/s10434-025-18371-w





