Rene & patologie urogenitali
La sopravvivenza dei pazienti statunitensi che hanno ricevuto un trapianto di rene fra il 2000 ed il 2018 è migliorata, ma questo miglioramento nei pazienti la cui nefropatia terminale è correlata al diabete è inferiore rispetto a quello dei pazienti
Il diabete aumenta il rischio di tumori renali nelle donne dopo la menopausa, ma paradossalmente ciò accade solo nelle donne non obese in base a BMI e circonferenza del punto vita, come emerge da un’analisi dei dati dello studio IWHS
Nei soggetti con coinfezione Hiv-Hbv con disfunzioni renali, la funzionalità renale migliora dopo il passaggio dal tenofovir disoproxil fumarato (TDF) al tenofovir alafenamide (TAF). Lo dimostra uno studio prospettico condotto su 106 pazienti da Bernard Surial dell’ospedale universitario di Berna,
Il rapporto fra due proteine facilmente dosabili dalle urine dei donatori di rene deceduti può aiutare a predire il livello di idoneità del rene donato una volta trapiantato in un ricevente. Aiutando a determinare in anticipo il grado di successo
Una semplice inversione del modo in cui viene effettuata una procedura chirurgica di vecchia data per creare una fistola arterovenosa per l’accesso per l’emodialisi migliora significativamente la funzionalità della fistola e la sua longevità rispetto a quelle prodotte con l’approccio
Per quanto si osservino nefropatie acute in una sostanziale minoranza dei pazienti con forme gravi di CoVid-19, non sussistono evidenze della presenza del SARS-CoV-2 nelle biopsie renali, come emerge da uno studio bioptico condotto su 10 di questi pazienti. Come affermato
I pazienti critici con gravi nefropatie acute sottoposti a dialisi appena possibile dopo il riscontro dei criteri di candidatura non vanno incontro ad alcuna riduzione del rischio di mortalità a 90 giorni rispetto ai pazienti in cui la dialisi è
La differenza nella funzionalità renale definita in base alla creatinina o alla cistatina C potrebbe essere usata per predire la fragilità ed altri esiti negativi negli anziani, come emerge da un’indagine condotta su più di 9000 soggetti ipertesi. La funzionalià renale
Nei pazienti con nefropatie croniche non in dialisi alcuni fattori di rischio modificabili, fra cui l’attività fisica ed un elevato rapporto sodio/potassio nella dieta, sono associati ad esiti renali negativi, e potrebbero prevederli: lo suggerisce un’analisi dei dati dello studio