Tumore ovarico
Le donne che sopravvivono ad un cancro ginecologico presentano maggiori probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari e in generale malattie croniche e hanno una maggiore prevalenza di infarto, ictus e obesità, rispetto alle donne senza una storia di cancro. È quanto
Più di due anni senza che il tumore ovarico progredisca. E’ il dato positivo che emerge da PRIME, uno studio indipendente di fase 3 condotto in Cina che ha analizzato le evidenze di niraparib, PARP inibitore di GSK approvato in
I ricercatori della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Roma e dell’Università Cattolica, hanno valutato la relazione tra mutazioni dei geni BRCA 1/2 e il Chemotherapy Response Score in pazienti con carcinoma ovarico epiteliale sottoposte a chemioterapia neoadiuvante e chirurgia di
Uno studio pubblicato dalla rivista JAMA Surgery mostra che, nelle pazienti con cancro ovarico, l'aggiunta della chemioterapia ipertermica intraperitoneale (HIPEC, Hyperthermic Intraperitoneal Chemotherapy) alla chirurgia citoriduttiva di intervallo può portare ad un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione e della
I PARP inibitori sono stati approvati come terapia mirata per il carcinoma ovarico metastatico con mutazioni nei geni BRCA. I ricercatori dell’Affiliated Cancer Hospital of Nanjing Medical University e del Department of Medical Affairs di Shangai, in Cina, hanno presentato,
I tassi di mortalità per cancro sono diminuiti negli ultimi tre decenni in Europa. I ricercatori dell’Università degli Studi di Milano hanno calcolato il numero di decessi causati da tumori che sono stati evitati dal 1989 in Unione Europea (UE) e
Durante la pandemia di Covid-19, le pressioni sui servizi clinici hanno richiesto un adattamento nell'assistenza alle donne con cancro ginecologico. In un documento pubblicato dalla rivista International Journal of Gynecological Cancer, un gruppo multidisciplinare convocato dalla British Gynecological Cancer Society
In occasione dell’Annual Meeting on Women’s Cancer è stato presentato lo studio cinese PRIME, condotto su donne affette da carcinoma ovarico di nuova diagnosi. I risultati hanno dimostrato in modo prospettico che una dose individualizzata di niraparib porta ad un miglioramento
Lo studio PRIME è stato disegnato per valutare prospetticamente l’efficacia e la sicurezza della dose individualizzata di niraparib (sulla base della conta piastrinica e del peso corporeo al basale) come trattamento di mantenimento in pazienti cinesi, con nuova diagnosi di
L’uso dei PARP inibitori ha rappresentato un importante cambiamento nella terapia del carcinoma ovarico. Questi farmaci, usati in prima o in seconda linea, migliorano le prospettive di cura mantenendo una buona qualità della vita delle pazienti. L’oncologa Annalisa Bramati, Dirigente