Tumore al seno
L’espressione differenziale di ERBB2/HER2 ed ESR1, come rivelato dalla sequenziazione dell’RNA, predice la risposta dei tumori mammari in stadio precoce alla terapia neoadiuvante anti-HER2. Questo dato deriva da un’analisi secondaria dello studio NeoALTTO, condotto da Christos Sotiriou della Universite Libre
Le pazienti con tumori ovarici recidivanti sensibili al platino vanno incontro ad un significativo miglioramento della sopravvivenza libera da malattia grazie al niraparib, a prescindere dallo status mutazionale. I risultati del primo studio di fase 3 condotto su un PARP-inibitore
Il farmaco sperimentale noto come ribociclib, in aggiunta al letrozolo per le donne in età post-menopausale con tumori mammari metastatici HR+, offre un significativo miglioramento nella sopravvivenza libera da progressione rispetto al solo letrozolo, e porta anche ad un netto
La tempistica per lo sviluppo del linfedema dipende dal tipo di trattamento per un tumore mammario, ma il rischio manifesta un picco fra i 24 ed i 36 mesi dopo la terapia, a prescindere dal tipo di trattamento, e l’applicazione
(Reuters Health) - L’espressione delle ERRB2/hER2 e ESRI, rivelate dal sequenziamento dell’RNA, costituisce un predittore della risposta del tumore al seno in stadio precoce alla terapia neoadiuvante anti-HER2. Ad affermarlo è un’analisi dello studio NeoALTTO pubblicata da JAMA. Secondo questo studio, i trattamenti
(Reuters Health) - La mastectomia più ricostruzione risulta avere complicazioni più importanti e costi più elevati rispetto ad altre opzioni di trattamento raccomandate dalle linee guida per il cancro al seno in stadio precoce, secondo una nuova analisi. Negli ultimi anni,
''Su 3 milioni di lettere di richiamo inviate per invitare ad effettuare l'esame di mammografia, risponde in media all'invito solo la metà delle donne italiane, ed il problema è più accentuato al Sud, specialmente in Calabria''. Queste le parole del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin,
L’impiego della chemioterapia neoadiuvante (NACT) per il trattamento dei tumori ovarici sta aumentando nei centri accademici di tutti gli USA, ma lo fa in misura maggiore nelle donne con patologia allo stadio IV, che hanno minori probabilità di ottenere una
Nelle donne dai 40 anni in giù, la presenza di un DCIS accanto ad un tumore invasivo è associata ad un incremento del rischio di recidiva ipsilaterale. Questo dato deriva dal monitoraggio di 20 anni di un gruppo di 5.569