Tumore al seno
Lactobacillus e Streptococcus thermophilus potrebbero giocare un ruolo protettivo contro il tumore al seno. Resa nota dalla rivista Applied and Environmental Microbiology, la scoperta si deve ad una ricerca condotta da Gregor Reid della Western University in Canada e potrebbe ad esempio fornire una spiegazione
Alcuni gruppi di alimenti vengono spesso rigettati durante la chemioterapia, per via degli effetti collaterali del trattamento che potrebbero interferire con l’adeguatezza della dieta e con lo status nitrizionale. E’ stato condotto uno studio su 55 donne per valutare l’impatto
Le donne afroamericane che riportano di fare uso regolare di polvere di talco presentano un maggior rischio di tumore ovarico rispetto a quelle che non ne fanno uso, a prescindere dalla zona del corpo dove la polvere viene di solito
Circa il 20% delle donne con tumori ovarici epiteliali non viene sottoposto a chirurgia, nonostante il fatto che essa sia parte dei trattamenti raccomandati standard, e quasi un quarto delle pazienti anziane non viene trattato affatto. Come osservato da David
Le scansioni PET al 18F-fluorodeossiglucosio integrata con la TC (18F-FDG PET/TC) oltre alle tre che sono tipicamente coperte dai sistemi sanitari potrebbero essere giustificate se il medico sospetta una recidiva di un tumore mammario. Secondo Sara Sheikhbahaei della Johns Hopkins
(Reuters Health) - Secondo quanto emerge da uno studio statunitense, pubblicato da JAMA Oncology, la probabilità che una donna con tumore al seno continui ad assumere costantemente la terapia ormonale aumenta proporzionalmente alla buona aderenza alle prescrizioni di farmaci per
Per contrastare le recidive del tumore al seno, soprattutto per chi è resistente ai trattamenti ormonali, un aiuto potrebbe arrivare dalle statine usate comunemente per la cura del colesterolo. Proprio quest'ultimo, infatti, pare riuscire ad agevolare la crescita delle cellule tumorali.
Un semplice prelievo di sangue o di tessuto per sapere se si è soggette a tumore dell'ovaio o del seno. A metterlo a punto è stato il team di ricercatori dell'Università Tor Vergata di Roma. Il test offre la possibilità di poter effettuare l'analisi
Effettuare la chemioterapia direttamente nell'addome (intraperitoneale), nelle donne con tumore dell'ovaio in stadio avanzato già trattato con chirurgia, sembra essere più efficace rispetto alla chemioterapia intravenosa. A rivelarlo è uno studio di fase tre presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica Asco, di Chicago,