Tumore al seno
(Reuters Health) – Un ampio studio USA certifica la non utilità dello screening mammografico nelle donne over75 con problemi di salute cronici I ricercatori – guidati da Dejana Braithwaite, ricercatrice presso il Lombardi Comprehensive Cancer Center alla Georgetown University di Washington
Tutti i tipi di terapia ormonale menopausale, con l’eccezione degli estrogeni ad inserzione vaginale, sono associati ad un incremento del rischio di sviluppare tumori mammari, come emerge di una recente meta-analisi. Anche dopo la sospensione della terapia ormonale parte dell’eccesso di
I tassi delle complicazioni postoperatorie a seguito di una mastectomia con ricostruzione mammaria immediata sono maggiori per le donne al di sopra dei 65 anni rispetto alle donne più giovani. Lo ha dimostrato uno studio condotto su 1.698 pazienti da Tina
I medici dovrebbero offrire farmaci per la riduzione del rischio alle donne a rischio di tumori mammari primari. Ciò emerge da una nuova raccomandazione dell’USPSTF, secondo la quale invece questa strategia sarebbe controindicata nelle donne non a rischio, come affermato da
(Reuters Health) – Nelle donne in sovrappeso che sopravvivono a un tumore alla mammella in sovrappeso, né il dimagrimento né l’esercizio fisico a casa migliorano il linfedema. Questa evidenza, che emerge da uno studio pubblicato da JAMA Oncology, è in
L’incremento del BMI ed una maggiore durata della chemioterapia neoadiuvante (NAC) sono associati ad un maggior rischio di linfedema nelle donne sottoposte a dissezione nodale ascellare. Come affermato da Jane Armer dell’università del Missouri, autrice di uno studio condotto su 486
Un ritardo nell’inizio della chemioterapia adiuvante dopo un intervento chirurgico per tumore mammario potrebbe influenzare negativamente la sopravvivenza della paziente, ed il tipo di intervento effettuato svolge un ruolo significativo in questi ritardi. In particolare, le pazienti che a seguito della
Nelle pazienti con tumori ovarici di grandi dimensioni sussiste ancora la speranza che l’antiangiogenesi estesa con bevacizumab possa ostacolare la crescita tumorale più efficacemente rispetto alla chemioterapia standard accompagnata o meno dallo stesso bevacizumab, nonostante il fatto che lo studio
Le donne giovani e di razza nera presentano un elevato rischio di sviluppare tumori mammari che non sono soltanto aggressivi, ma non rispondono neanche al trattamento. Questo dato deriva dall’analisi di più di un milione di casi effettuata da Lia Scott