Tumore al seno
Le antracicline, come ad esempio la doxorubicina, vengono impiegate nelle chemioterapie di prima linea, spesso nell’ambito di trattamenti combinati, nelle pazienti con tumori mammari avanzati. Per quanto questi farmaci abbiano rappresentato opzioni terapeutiche di successo, il loro impiego è limitato
(Reuters Health) - Il 30% delle pazienti con una diagnosi di tumore al seno ha oltre 70 anni, ma ci sono poche prove su quale sia il miglior trattamento per queste donne più anziane, raramente incluse nei trial clinici. Alcuni
Quando il primo agente mirato verso l’HER2 noto come trastuzumab è stato approvato per la prima volta nel 2005, esso ha trasformato il trattamento dei tumori mammari in fase precoce per il 12-15% delle donne con tumori HER2-positivi, ma il
Negli USA la continua controversia sulla migliore età in cui iniziare lo screening mammografico ha esposto le donne al di sotto dei 50 anni ad un significativo incremento del rischio di ritardo delle diagnosi, il che ha portato a trattamenti
Una iniezione sottocutanea a base di due farmaci biologici potrebbe presto diventare una nuova possibilità terapeutica per combattere il tumore della mammella di tipo HER 2 positivo che colpisce ogni anno in Italia circa 10mila donne, pari al 20% dei 56mila
Il primo raffronto di sempre fra i test impiegati nella gestione dei tumori mammari in fase precoce ha dimostrato un’ampia variabilità nella performance prognostica dei test. Essi vengono impiegati per prevedere le recidive della malattia e fornire una guida sulle
Uno squilibrio ormonale che si verifica prima ancora della nascita. Sarebbe questa la possibile causa della sindrome dell'ovaio policistico scoperta grazie ad uno studio condotto su topi, dai ricercatori dell'università di Lille, guidati dall'italiano Paolo Giacobini. Lo studio Pur essendo studiata da
Il primo raffronto diretto mai effettuato fra tre aromatasi-inibitori adiuvanti per il trattamento del tumore mammario recettore-positivo post-menopaisale in fase precoce non ha dimostrato differenze significative nell’efficacia clinica o nella sicurezza. Si tratta dello studio FATA-GIM3, condotto su quasi 3.700 pazienti
L’olaparib è stato il primo farmaco approvato dalla FDA per il trattamento di donne con tumori mammari avanzati e mutazioni germinali BRCA. Questa approvazione era basata su un significativo miglioramento nella sopravvivenza libera da progressione rispetto alla chemioterapia standard, osservato