Tumore al seno
Negli USA la continua controversia sulla migliore età in cui iniziare lo screening mammografico ha esposto le donne al di sotto dei 50 anni ad un significativo incremento del rischio di ritardo delle diagnosi, il che ha portato a trattamenti
Una iniezione sottocutanea a base di due farmaci biologici potrebbe presto diventare una nuova possibilità terapeutica per combattere il tumore della mammella di tipo HER 2 positivo che colpisce ogni anno in Italia circa 10mila donne, pari al 20% dei 56mila
Il primo raffronto di sempre fra i test impiegati nella gestione dei tumori mammari in fase precoce ha dimostrato un’ampia variabilità nella performance prognostica dei test. Essi vengono impiegati per prevedere le recidive della malattia e fornire una guida sulle
Uno squilibrio ormonale che si verifica prima ancora della nascita. Sarebbe questa la possibile causa della sindrome dell'ovaio policistico scoperta grazie ad uno studio condotto su topi, dai ricercatori dell'università di Lille, guidati dall'italiano Paolo Giacobini. Lo studio Pur essendo studiata da
Il primo raffronto diretto mai effettuato fra tre aromatasi-inibitori adiuvanti per il trattamento del tumore mammario recettore-positivo post-menopaisale in fase precoce non ha dimostrato differenze significative nell’efficacia clinica o nella sicurezza. Si tratta dello studio FATA-GIM3, condotto su quasi 3.700 pazienti
L’olaparib è stato il primo farmaco approvato dalla FDA per il trattamento di donne con tumori mammari avanzati e mutazioni germinali BRCA. Questa approvazione era basata su un significativo miglioramento nella sopravvivenza libera da progressione rispetto alla chemioterapia standard, osservato
Grazie alle moderne terapie multimodali per il tumore mammario, i tassi di recidiva locale a 5 anni a seguito di una nodulectomia sono diminuiti significativamente, il che ha reso la chirurgia conservativa (BCS) un’opzione per un maggior numero di pazienti
Secondo gli scrittori di un recente saggio, è giunto il momento di virare verso un approccio personalizzato allo screening del tumore mammario, ed esso dovrebbe essere fondato sul processo decisionale condiviso fra donna e medico. Non si tratterebbe comunque di un’idea
L’impiego della terapia ormonale sostitutiva basata soltanto sugli estrogeni non incrementa il rischio di tumori mammari associati al BRCA-1, per quanto questo non sia il caso della terapia sostitutiva progestinica. Questo dato deriva da uno studio condotto su 872 portatrici di