Una revisione sistematica con meta-analisi di studi di randomizzazione mendeliana, pubblicata su Frontiers in Endocrinology, ha valutato le possibili associazioni causali tra diabete mellito di tipo 2 e 17 tumori sito-specifici. I risultati indicano che il rapporto tra diabete e rischio oncologico non è uniforme, ma varia in modo rilevante in base al tipo di tumore considerato.
Gli autori hanno analizzato gli studi di randomizzazione mendeliana pubblicati fino a giugno 2025, identificati attraverso Scopus, PubMed, Cochrane Library, Web of Science, Embase e Ovid MEDLINE. La ricerca iniziale ha prodotto 1.143 articoli; dopo lo screening, 44 articoli sono stati inclusi nella revisione e 42, comprendenti 131 studi di randomizzazione mendeliana, sono stati considerati nella meta-analisi.
I dati aggregati mostrano che il diabete di tipo 2 è associato a un aumento significativo del rischio di carcinoma pancreatico, con OR 1,09; IC 95%: 1,04-1,15; P=0,0007, e di carcinoma endometriale, con OR 1,07; IC 95%: 1,04-1,09; P<0,00001.
Al contrario, il diabete di tipo 2 è risultato inversamente associato al rischio di carcinoma gastrico, con OR 0,90; IC 95%: 0,85-0,93; P<0,00001, melanoma, con OR 0,97; IC 95%: 0,95-0,99; P=0,009, e carcinoma esofageo, con OR 0,86; IC 95%: 0,79-0,93; P=0,0002. Questo dato va interpretato con cautela: indica un’associazione genetica inversa, non necessariamente un effetto “protettivo” clinicamente trasferibile al singolo paziente.
Per i tumori della tiroide e della mammella, le dimensioni dell’effetto sono risultate modeste e prive di chiara rilevanza clinica. Non sono invece emerse associazioni causali significative per gli altri dieci tumori analizzati: vescica, prostata, colon-retto, fegato, polmone, rene, glioblastoma, ovaio, cavo orale e linfoma.
Nel complesso, la meta-analisi suggerisce che l’impatto del diabete di tipo 2 sul rischio oncologico sia tessuto-specifico. L’associazione con un aumento del rischio di carcinoma pancreatico ed endometriale rafforza l’attenzione verso questi distretti nei pazienti con diabete, mentre le associazioni inverse osservate per tumore gastrico, melanoma e tumore esofageo richiedono ulteriori approfondimenti biologici e clinici.
Gli autori sottolineano che i risultati possono contribuire a sviluppare strategie di prevenzione più mirate, ma non autorizzano da soli modifiche automatiche dei programmi di screening. La stratificazione del rischio oncologico nei pazienti con diabete di tipo 2 dovrà integrare dati genetici, fattori metabolici, obesità, terapie antidiabetiche, storia familiare e profilo clinico individuale.
Fonte: Frontiers in Endocrinology, 2026;17:1713815. DOI: 10.3389/fendo.2026.1713815.





