Quotidiano Oncologia

Tumore gastrico dMMR/MSI-H: immunoterapia neoadiuvante promettente, ma NOM ancora da validare

5 Giugno 2026 > Ilenia Di Martino

Una meta-analisi pubblicata su ESMO Open indica che gli inibitori dei checkpoint immunitari somministrati in setting neoadiuvante sono associati a risultati favorevoli nei pazienti con carcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea localizzato, caratterizzato da deficit del mismatch repair, dMMR, o alta instabilità dei microsatelliti, MSI-H. I dati mostrano elevati tassi di regressione tumorale e supportano l’esplorazione di strategie di preservazione d’organo, come la gestione non operativa, in pazienti selezionati.

La meta-analisi ha incluso 20 studi prospettici o retrospettivi, per un totale di 396 pazienti. Tre studi hanno valutato una doppia immunoterapia, mentre gli altri hanno analizzato inibitori dei checkpoint in monoterapia o in combinazione con la chemioterapia. Nel complesso, 320 pazienti, pari all’81,0%, sono stati sottoposti a resezione chirurgica.

I risultati aggregati sono favorevoli: il tasso di risposta patologica completa è stato del 41,9% (IC 95%: 33,2%-51,1%), la risposta patologica maggiore del 64,2% (IC 95%: 49,1%-76,9%) e la risposta clinica completa del 63,8% (IC 95%: 45,6%-78,8%). Il profilo di sicurezza è risultato gestibile, con eventi avversi immuno-correlati di grado 3-4 nel 6,7% dei pazienti (IC 95%: 1,7%-13,8%).

Un dato rilevante riguarda la durata del trattamento neoadiuvante. Nei pazienti trattati per almeno 3 mesi, il tasso di risposta patologica completa è risultato più alto rispetto a quelli trattati per meno di 3 mesi: 50,2% contro 28,4%, con una differenza statisticamente significativa. Questo suggerisce che una maggiore esposizione all’immunoterapia prima dell’intervento possa aumentare la probabilità di risposta patologica completa.

Per quanto riguarda la gestione non operativa, 44 pazienti sono stati seguiti senza chirurgia dopo risposta al trattamento. In questo gruppo sono stati osservati due casi di ricrescita locale precoce, con un follow-up mediano compreso tra 11,5 e 28 mesi. Il dato è incoraggiante, ma ancora insufficiente per considerare la NOM una strategia standard in questa popolazione.

Nel complesso, lo studio conferma il forte razionale dell’immunoterapia neoadiuvante nei tumori gastrici e della giunzione gastroesofagea dMMR/MSI-H localizzati. Tuttavia, gli autori sottolineano la necessità di studi prospettici più ampi per definire la durata ottimale del trattamento e validare in modo rigoroso le strategie di preservazione d’organo.

Fonte: ESMO Open, 2026;11:106066. DOI: 10.1016/j.esmoop.2026.106066.