Quotidiano Oncologia

Demenza e cure oncologiche: perché il paziente rischia di restare fuori dalle decisioni

5 Giugno 2026 > Ilenia Di Martino

Le persone che convivono con demenza e cancro affrontano percorsi decisionali particolarmente complessi, nei quali il rischio è che il paziente non venga coinvolto in modo realmente significativo nelle scelte terapeutiche. Lo evidenzia una revisione sistematica meta-etnografica pubblicata su Aging & Mental Health, che ha analizzato le esperienze decisionali relative alle cure oncologiche in questa popolazione fragile.

Lo studio, condotto da ricercatori britannici, ha selezionato 10 articoli qualitativi da sei banche dati. L’obiettivo era comprendere come le persone con comorbilità di demenza e cancro vivano il processo decisionale lungo il percorso oncologico, quali ostacoli incontrino e quali implicazioni emergano per la pratica clinica.

L’analisi ha identificato quattro temi principali: le difficoltà nell’elaborare le informazioni relative al cancro; i problemi legati a informazioni poco accessibili e al rischio di consenso non pienamente informato; il ruolo centrale dei familiari; e l’importanza di una cura personalizzata, continua e coerente nel tempo.

La demenza può compromettere la capacità di comprendere, ricordare e utilizzare le informazioni ricevute su diagnosi, opzioni terapeutiche, rischi e benefici. Questa difficoltà viene aggravata dalla complessità del linguaggio medico, dalla quantità di informazioni fornite e dalla mancanza di continuità nei professionisti coinvolti, che può disorientare ulteriormente il paziente.

La revisione mostra inoltre che i familiari assumono spesso un ruolo decisivo nel sostenere, interpretare o sostituire il processo decisionale. Questo contributo può essere essenziale, ma deve essere gestito con attenzione per evitare che la voce del paziente venga oscurata, soprattutto quando esistono ancora margini di partecipazione attiva alla scelta.

Secondo gli autori, il punto critico non è solo la presenza della demenza, ma l’inadeguatezza di percorsi oncologici troppo rigidi per pazienti con bisogni cognitivi, comunicativi ed emotivi complessi. Servono informazioni più accessibili, tempi decisionali adeguati, continuità del team, coinvolgimento strutturato dei caregiver e valutazioni personalizzate della capacità decisionale.

Nel complesso, la revisione sottolinea che le persone con demenza e cancro sono particolarmente vulnerabili al rischio di esclusione dalle decisioni di cura. Per migliorare qualità, appropriatezza e umanità dell’assistenza, i percorsi oncologici devono diventare più flessibili, personalizzati e capaci di integrare paziente, familiari e professionisti in un processo decisionale realmente condiviso.

Fonte: Aging & Mental Health, 2026;30:988-1003. DOI: 10.1080/13607863.2025.2596770.