Il raggiungimento della risposta patologica completa dopo chemioterapia neoadiuvante è associato a migliori esiti di sopravvivenza nei pazienti con tumore gastrico e adenocarcinoma della giunzione esofago-gastrica. Lo indica una meta-analisi pubblicata sull’European Journal of Surgical Oncology, che ha valutato il valore prognostico della pCR dopo NACT in questo specifico setting clinico.
Lo studio, condotto da ricercatori cinesi, ha incluso 25 studi per un totale di 20.503 pazienti. Gli autori hanno analizzato la sopravvivenza globale come endpoint primario e la sopravvivenza libera da progressione e da malattia come endpoint secondari, valutando l’impatto della pCR secondo diversi sistemi di classificazione della regressione tumorale.
I risultati mostrano che il beneficio prognostico della pCR si mantiene attraverso diversi sistemi TRG, anche se con intensità variabile. Con il sistema Mandard, la pCR è risultata associata a una migliore sopravvivenza libera da progressione, con HR 0,38 (IC 95%: 0,21-0,68; p=0,001), e a una migliore sopravvivenza libera da malattia, con HR 0,31 (IC 95%: 0,21-0,48; p<0,001).
Anche il sistema Becker ha confermato un’associazione favorevole tra pCR e outcome clinici. In questo caso, la pCR è risultata associata a una migliore sopravvivenza globale, con HR 0,63 (IC 95%: 0,43-0,93; p=0,005), a una migliore sopravvivenza libera da progressione, con HR 0,42 (IC 95%: 0,21-0,85; p=0,015), e a una migliore sopravvivenza libera da malattia, con HR 0,34 (IC 95%: 0,21-0,57; p<0,001).
Correlazioni prognostiche significative sono emerse anche con i sistemi JCGC e CAP, confermando che la risposta patologica completa rappresenta un segnale favorevole indipendentemente dal modello di classificazione utilizzato. Tuttavia, la forza dell’associazione varia in base al sistema TRG adottato.
Un elemento rilevante riguarda il confronto tra risposta patologica completa e risposta patologica maggiore. Secondo l’analisi, il vantaggio prognostico più solido riguarda i pazienti che raggiungono una pCR. Nei casi con residuo tumorale minimo, classificabili come MPR, l’associazione con la sopravvivenza è risultata meno chiara e non sempre statisticamente significativa.
Nel complesso, la meta-analisi indica che la pCR dopo chemioterapia neoadiuvante è un indicatore prognostico favorevole nei pazienti con tumore gastrico e adenocarcinoma della giunzione esofago-gastrica. Il sistema Becker appare tra quelli più utilizzati e informativi, ma resta necessario standardizzare la valutazione della regressione tumorale per rendere più confrontabili gli studi e più utile il dato nella pratica clinica.
Il messaggio operativo è netto: la pCR può aiutare a stratificare il rischio dopo NACT e chirurgia, ma non deve essere interpretata come unico parametro decisionale. La prognosi resta influenzata anche da stadio patologico, stato linfonodale, margini chirurgici, biologia tumorale e trattamenti perioperatori ricevuti.
Fonte: European Journal of Surgical Oncology, 2026;52:110528. DOI: 10.1016/j.ejso.2025.110528.





