Una revisione sistematica con meta-analisi, pubblicata su BMC Cancer nel 2026, ha delineato il profilo molecolare del tumore gastrico a esordio precoce (EOGC), generalmente diagnosticato prima dei 50 anni. La ricerca ha confrontato direttamente le caratteristiche molecolari dell’EOGC con quelle del tumore gastrico a esordio tardivo (LOGC), evidenziando differenze significative tra le due forme.
La meta-analisi ha incluso 21 studi condotti in 10 Paesi, comprendenti complessivamente 5.593 pazienti con EOGC. Gli studi considerati utilizzavano soglie di età di 40, 45 o 50 anni per definire la malattia a esordio precoce.
I risultati hanno mostrato una maggiore prevalenza del sottotipo genomicamente stabile (GS) nei pazienti con EOGC (OR 1,71; IC 95% 1,37-2,12), accompagnata da una minore prevalenza del sottotipo caratterizzato da instabilità cromosomica (CIN) (OR 0,62; IC 95% 0,50-0,77). Non sono invece emerse differenze significative tra EOGC e LOGC per i sottotipi MSI ed EBV.
Sul piano genetico, le mutazioni di CDH1 sono risultate significativamente più frequenti nell’EOGC (OR 3,44; IC 95% 2,85-4,16). Non sono state invece osservate differenze significative per le mutazioni di TP53, ARID1A, PIK3CA e KRAS.
Anche alcuni biomarcatori hanno mostrato un profilo differente nei pazienti più giovani. L’espressione di HER2 è risultata meno frequente nell’EOGC (OR 0,54; IC 95% 0,43-0,67), così come lo stato dMMR/MSI-H (OR 0,25; IC 95% 0,12-0,53) e l’espressione di p53 (OR 0,56; IC 95% 0,39-0,82).
Differenze sono emerse anche per i marcatori tumorali sierici: l’elevazione del CEA è risultata meno frequente nei pazienti con EOGC (OR 0,43; IC 95% 0,36-0,51), così come quella del CA19-9 (OR 0,72; IC 95% 0,60-0,88).
Secondo gli autori, il tumore gastrico a esordio precoce rappresenta quindi un sottogruppo biologicamente distinto, caratterizzato da specifiche caratteristiche genomiche e immunologiche. Questi risultati supportano lo sviluppo di approcci diagnostici e terapeutici adattati all’età e sottolineano il valore delle strategie multiomiche per comprendere meglio i meccanismi alla base della malattia a esordio precoce. Gli autori indicano inoltre che la profilazione molecolare, compresa la valutazione di CDH1, dovrebbe essere presa in considerazione nel percorso diagnostico dei pazienti più giovani.
Fonte: BMC Cancer. 2026;26:209.
doi: 10.1186/s12885-026-15567-5





