Colesterolo & coronaropatie
Lo screening dei pazienti ad elevato rischio cardiaco per manifestazioni arteriosclerotiche a livello di altri siti non cardiaci non migliora gli esiti a 2 anni. Questo dato deriva dai risultati dello studio AMERICA, condotto da Jean-Philippe Collet dello Hôpital Pitié-Salpetrière
Il primo studio randomizzato che ha investigato l’impiego della tomografia a coerenza ottica (OCT) nella PCI ha suggerito che la procedura sia sicura e potrebbe essere associata ad alcuni benefici. Si tratta dello studio DOCTORS, effettuato da Nicolas Meneveau dell’ospedale
Dopo la pubblicazione delle nuove linee guida, gli esperti della Società Europea di Cardiologia (SEC) tornano sull'argomento e, in un certo senso, ammorbidiscono l'approccio. "I 100 milligrammi per decilitro di colesterolo cattivo - spiega Alberico Catapano, Presidente della Società Europea per lo Studio dell'Aterosclerosi - non sono un limite
I pazienti anziani affetti da coronaropatie hanno meno probabilità di essere sessualmente attivi rispetto a quelli non coronaropatici, ma secondo un recente studio riprendere una vita sessuale attiva li riporta in linea con i propri coetanei. Secondo Andrew Steptoe dello
Un’indagine che ha preso in esame 19 campioni internazionali di soggetti anziani e di mezza età non cardiopatici ha riscontrato che un maggior livello di acidi grassi omega-3 è connesso ad una riduzione del rischio di eventi cardiaci fatali entro
Per quanto la ESC attualmente raccomandi che il trattamento statinico a lungo termine per i pazienti coronaropatici debba mirare a livelli di colesterolo LDL inferiori a 70 mg/dl, una recente ricerca ha suggerito che il livello ottimale sia in effetti
I pazienti diabetici presentano un incremento del 50% nel rischio di mortalità a seguito di un infarto rispetto a quelli non diabetici. In base a quanto riscontrato su più di 700.000 pazienti, il rischio è aumentato del 65% in caso di
Un incremento nei livelli di troponina T cardiaca tramite esami ad alta sensibilità (hs-cTnT) nel tempo è associato al susseguente rischio di mortalità, coronaropatie e soprattutto insufficienza cardiaca nei soggetti di mezza età apparentemente sani. Questo dato deriva dallo studio ARIC,
I pazienti stabili con anamnesi di infarto hanno probabilità significativamente elevate di sospendere l’assunzione di ticagrelor dalla propria duplice terapia antipiastrinica, di solito poco dopo aver iniziato il trattamento e spesso per via di emorragie non gravi o dispnea lieve-moderata. Questo