Colesterolo & coronaropatie
Le statine rappresentano uno dei cardini della prevenzione cardiovascolare grazie alla loro efficacia nella riduzione del colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-c) e del rischio di eventi aterosclerotici. Tuttavia, nei pazienti con aspettativa di vita limitata, multimorbilità significativa o fragilità
Il colesterolo residuo (remnant cholesterol, RC) è riconosciuto come fattore di rischio per la malattia cardiovascolare aterosclerotica, ma la sua associazione con il blocco di conduzione cardiaca (cardiac conduction block, CCB) non è ancora chiarita. A questo tema è dedicato
Il valore prognostico degli indicatori nutrizionali e metabolici nei pazienti con ictus ischemico acuto (acute ischemic stroke, AIS) è oggetto di crescente interesse clinico. In questo contesto, il ruolo dell’indice trigliceridi - colesterolo totale - peso corporeo (triglyceride - total
Il punteggio di calcio coronarico (coronary artery calcium, CAC), espresso tramite score di Agatston, è ampiamente utilizzato per la stratificazione del rischio cardiovascolare. Tuttavia, oltre alla quantità totale di calcio, sta emergendo un crescente interesse per misure che descrivano la
Secondo uno studio pubblicato su Diabetology and Metabolic Syndrome, l’impatto della discordanza tra colesterolo residuo (remnant cholesterol, RC) e colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-c) su diabete, nefropatia diabetica (DKD), retinopatia diabetica (DR) e malattia cardiovascolare (CVD) non è ancora
“La prevenzione è il regalo migliore che ci possiamo fare”. Con queste parole il dott. Jacopo Cavallo chiude la seconda puntata di Health Conversation, centrando uno dei temi cardine della medicina generale: la prevenzione cardiovascolare, soprattutto nei pazienti giovani e apparentemente
Secondo uno studio pubblicato su Scientific Reports, una maggiore aderenza alla dieta nordica, misurata tramite l’Healthy Nordic Food Index (HNFI), si associa a un profilo cardiometabolico più favorevole anche in soggetti con obesità. “La dieta nordica è già nota per i
Secondo uno studio pubblicato su BMC Cardiovascular Disorders, il rapporto tra colesterolo lipoproteico non ad alta densità (non-HDL) e colesterolo lipoproteico ad alta densità (HDL), o NHHR, emerge come un potente predittore indipendente di restenosi intrastent (ISR) nei pazienti sottoposti
Secondo uno studio pubblicato su Rheumatology, il rapporto tra monociti e colesterolo lipoproteico ad alta densità (HDL), o MHR, potrebbe rappresentare un biomarcatore dinamico e tempo-dipendente della trombosi ricorrente nei pazienti con sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS). “Abbiamo osservato che l’MHR