Colesterolo & coronaropatie
L’angio-TC coronarica (CTCA) risulta più accurata rispetto all’ECG sotto sforzo nel rilevare le coronaropatie e nel predire il rischio futuro per i pazienti con sospetta angina stabile, come emerge da un’analisi post-hoc dello studio SCOT-HEART condotta da Tricia High dell’università
Parte l’arruolamento dei primi pazienti in uno studio osservazionale prospettico e multinazionale che valuterà, in un contesto real world, l’efficacia dell’attuale trattamento e la gestione dei livelli di colesterolo lipoproteico a bassa densità (C-LDL) in 8.000 pazienti affetti da ipercolesterolemia
I pazienti dello studio ISCHEMIA con interessamento intermedio della coronaria principale sinistra presentavano una maggiore estensione della coronaropatia all’angiografia invasiva, il che indica un maggior carico arteriosclerotico. Quesi pazienti presentano anche una prognosi peggiore ed un maggior rischio di eventi cardiovascolari.
I pazienti anziani che si presentano con coronaropatie acute rappresentano una popolazione di pazienti difficile. E’ necessario un elevato indice di sospetto nella loro diagnosi, in quanto essi hanno meno probabilità di presentarsi con sintomi anginosi tipici rispetto alle loro
Il meccanismo iniziale dell’infezione da SARS-CoV-2 consiste nel legame del virus con la forma di membrana dell’ACE2, che viene espressa principalmente nel polmone. Dato che anche il cuore ed i vasi esprimono ACE2, anch’essi possono divenire bersagli per il virus,
L’ipercolesterolemia è in aumento nelle regioni a basso e medio reddito e in diminuzione in quelle più ricche, come emerge da un’analisi che ha preso in esame più di 1.000 studi effettuati sulla popolazione. La ricerca ha rivelato un massiccio
La mancata restrizione dell’assunzione orale di cibo prima di una cateterizzazione cardiaca non d’urgenza risulta sicura quanto la tradizionale strategia NPO (nothing per mouth), come emerge dallo studio randomizzato prospettico CHOW NOW. Secondo l’autore Abishek Mishra della Vidant Health di Greenville,
Il drastico calo nei ricoveri per infarto acuto durante la pandemia di CoVid-19 in Italia ha causato un incremento parallelo nella fatalità degli infarti nei soggetti che effettivamente si presentano in ospedale. Ciò conferisce credito all’idea che durante la pandemia le
I pazienti con alopecia areata presentano un incremento del rischio di infarto miocardico, come emerge da uno studio condotto su più di 228.000 pazienti che implica che l’alopecia stessa non sia una patologia autoimmune limitata alla cute, ma abbia anche