Colesterolo & coronaropatie
Quando un paziente con fibrillazione atriale presenta un evento coronarico acuto o viene sottoposto a PCI, la finestra di opportunità per trarre beneficio da un triplice regime antitrombotico risulta al meglio di circa 30 giorni, come emerge dallo studio AUGUSTUS,
Il bypass coronarico è associato ad una riduzione della mortalità intraospedaliera rispetto alla PCI nell’infarto miocardico complicato da shock cardiogeno. I pazienti sottoposti a bypass coronarico infatti vanno incontro ad esiti simili a quelli dei pazienti sottoposti ad angioplastica, ma hanno
L’ischemia miocardica ai test da stress potrebbe risultare altrettanto grave in presenza o assenza di coronaropatie ostruttive all’angiografia, ma i pazienti con ischemia in assenza di coronaropatie ostruttive (INOCA) potrebbe presentare una maggiore frequenza dell’angina. I pazienti con INOCA inoltre presentano
Una forma di radiologia intracoronarica che fornisce indizi sul contenuto lipidico delle lesioni target, e pertanto sulla loro propensione alla rottura, non ha prodotto alcuna differenza negli esiti perioperatori o a lungo termine del trattamento con DES contemporanei in un’analisi
Le troponine cardiache misurate tramite test ad elevata sensibilità (hs-cTn) dovrebbero essere considerate un alleato ed un supporto diagnostico e prognostico cruciale durante la pandemia di CoVid-19. Questi test possono essere impiegati per informare il triage dei pazienti per l’assisstenza critica,
La triplice terapia antitrombotica per la fibrillazione atriale a seguito di una PCI incrementa le emorragie rispetto alla duplice terapia, che deve essere considerata sicura e forse fornisce un equilibrio ottimale fra sicurezza e profilo ischemico, come affermato da Safi
Gli esiti della PCI con stent farmacoeluenti (DES) nei pazienti con lesioni a carico della coronaria discendente anteriore prossimale sinistra (P-LAD) sono simili a quelli dei pazienti con lesioni a carico di altri segmenti coronarici, come emerge da tre studi
Il più ampio studio sinora condotto sull’utilità clinica dell’uso dei test genetici per rilevare genotipi disfunzionali sul clopidogrel allo scopo di guidare la terapia antipiastrinica nei pazienti sottoposti a PCI non è riuscito a conseguire l’esito primario di una riduzione
Una potente predisposizione genetica alle patologie cardiovascolari è stata sopravanzata da una bassa esposizione vitalizia al colesterolo LDL e da una bassa pressione sistolica. E' accaduto in uno studio naturalistico condotto su quasi mezzo milione di persone da Brian Ference dell’università