Colesterolo & coronaropatie
Le donne con steatosi epatica non alcolica perdono la protezione cardiovascolare conferita dal sesso femminile e pertanto, il loro rischio di eventi cardiovascolari è sottostimato. Lo afferma Alina Allen della Mayo Clinic di Rochester, autrice di uno studio condotto sui
Secondo lo studio EVOLVE Short DAPT, condotto su quasi 2.000 pazienti, la durata e l’intensità della terapia antipiastrinica somministrata dopo il posizionamento di uno stent su pazienti ad elevato rischio emorragico possono essere ridotte, il che conferma quanto emerso da
Una nuova analisi ha dimostrato i benefici della rivascolarizzazione completa, compresi quelli sulle lesioni non coinvolte, nei pazienti con STEMI per quanto riguarda esiti sensibili come mortalità per cause cardiovascolari o infarto miocardico, e questi benefici emergono eminentemente a lungo
L’angio-TC coronarica (CTCS) impiegata precocemente nella valutazione dei pazienti con sospette coronaropatie acute non riduce le tempistiche per la diagnosi definitiva o per le dimissioni. Lo dimostra lo studio PROTECT, condotto su 1.250 pazienti, che non supporta l’uso di questo esame
Sussiste una forte richiesta per strategie efficienti per il mantenimento del benessere cognitivo con l’invecchiamento, specialmente nel contesto dell’invecchiamento della popolazione stessa. La demenza costituisce una delle principali cause di disabilità e dipendenza nell’anziano; l’identificazione di potenziali fattori di rischio e
E’ stata osservata una correlazione positiva fra il colesterolo non-HDL e le coronaropatie, ma le associazioni fra il colesterolo non-HDL ed i sottotipi dell’ictus non sono state ancora determinate. E' stato dunque condotto uno studio prospettico su 30.554 soggetti senza anamnesi
La riduzione prolungata del colesterolo LDL con le terapie ipolipidemizzanti che richiedono somministrazioni frequenti dipendono dall’aderenza del paziente, ed una scarsa aderenza è associata ad esiti peggiori. E' stato condotto uno studio per accertare se l’inclisiran, un piccolo RNA interferente, riduca
(Reuters Health) – Un ampio studio condotto in UK indica che le persone che seguono diete vegetariane o vegane hanno minori probabilità di sviluppare cardiopatie, ma presentano maggiori possibilità di avere un ictus rispetto a chi mangia carne. L’evidenza emerge da
(Reuters Health) – Nessuno può dire se siano le passeggiate o l’amore incondizionato, ma c’è qualcosa nell’avere un cane che va a braccetto con una migliore salute del cuore. Su questo tema, i ricercatori della Mayo Clinic di Rochester hanno